lunedì 30 maggio 2016

APPELLO MONSIGNOR SIGALINI: LA SOTTOSCRIZIONE CONTINUA

Inviato oggi, 30/05/2016, al vescovo Sigalini l'aggiornamento delle sottoscrizioni ALL'APPELLO.
Siamo giunti ad oltre 120 adesioni tra singoli, associazioni, comitati, partiti e movimenti politici. Ricordiamo che l'appello rimane aperto e che verranno mandati man mano gli aggiornamenti.
E' importante il contributo di tutt*.
Aderisci anche tu!
Compila QUESTO MODULO o scrivi all'indirizzo email comitatodifesaterritoriale@gmail.com


mercoledì 25 maggio 2016

RICHIESTA RITIRO DELIBERA TEMPIO CREMATORIO

Il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani, in seguito alla convocazione del Consiglio Comunale di Rocca Priora indetto per il giorno 31/05/2016 e al mancato inserimento nello stesso, come punto all'o.d.g., il ritiro ufficiale della delibera N° 2 del 26/01/2016 relativa al progetto di costruzione del Tempio Crematorio presso il cimitero di Fontana Chiusa, ha protocollato in data odierna una richiesta di spiegazioni e di risoluzione urgente della storia.
Numerose, infatti, sono state le occasioni in cui l'amministrazione comunale, preso atto della contrarietà dimostrata con forza dalla popolazione rispetto alla costruzione del forno crematorio, si è impegnata ufficialmente nel ritiro della delibera medesima. Ad oggi, però, nonostante si siano susseguiti numerosi consigli, nulla di fattivo è stato fatto in merito.
Chiediamo una risoluzione inequivocabile e definitiva. Come dire: verba volant...
Che il sindaco mantenga fede agli impegni presi!
Di seguito il testo della richiesta:

OGGETTO: RICHIESTA RITIRO DELLA DELIBERA N° 2 DEL 26/01/2016
Il Comitato scrivente, visti gli impegni ufficialmente assunti in più occasioni da codesta amministrazione in riferimento al ritiro della delibera in oggetto, e vista la mancanza del punto all’ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale indetto per martedì 31/05/2016, richiede all’amministrazione medesima spiegazioni in merito.
Si richiede, altresì, nel rispetto di tutta la cittadinanza che ha dimostrato con forza la propria  contrarietà alla costruzione del Tempio Crematorio nel cimitero di Fontana Chiusa,  che si mantenga tempestivamente fede a quanto, finora solo verbalmente, annunciato, per mezzo di una soluzione inequivocabile e definitiva.
Restiamo in attesa di un vostro riscontro nei termini di legge.
Rocca Priora lì
25/05/2015
La Presidente
                              Elisa Memeo


Invitiamo tutti i cittadini a protocollare una richiesta analoga! 



lunedì 23 maggio 2016

VILLA DI CESARE E MASSENZIO: APPELLO MONSIGNOR SIGALINI

Siamo giunti alle battute finali.
Nell'ambito della azioni intraprese e da intraprendere per proseguire la battaglia per la tutela e la salvaguardia della  Villa di Cesare Massenzio a San Cesareo e per sottrarre la stessa ai vari progetti edificatori che, ormai dal 2010, si sono susseguiti nel tempo, il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani oggi, lunedì 23 maggio 2016, ha inviato un appello al Vescovo di Palestrina, Monsignor Sigalini, affinché rinunci al progetto per costruzione del complesso parrocchiale di San Giuseppe o  sposti lo stesso altrove.
Oltre trenta, tra associazioni, comitati, partiti e movimenti politici, i primi firmatari che ringraziamo ancora.
Riportiamo di seguito il testo:

Reverendo Monsignor Sigalini,
la presente per chiederLe, molto semplicemente, di rinunciare alla costruzione del nuovo
complesso parrocchiale di San Giuseppe. Siamo convinti che se San Cesareo necessita di
una nuova chiesa, questa non possa e non debba essere collocata all’interno di un un sito
archeologico importante come quello della Villa Imperiale di Cesare e Massenzio.
Dal 2010 ormai ci trasciniamo dietro l’iter di questo programma edificatorio che sta portando
unicamente al deterioramento dei resti, lasciati in balia dei fenomeni atmosferici dall’epoca
del loro primo ritrovamento.
Rinunci, Monsignore. Rinunci prendendo spunto dalla stessa LETTERA ENCICLICA
LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE .
Monsignore, lanci un messaggio forte a questo paese che sembra ormai voler procedere
nella direzione di uno sviluppo all’insegna di aree industriali, bitumifici e forni crematori.
Renda San Cesareo libero di riappropriarsi della sua storia, della sua arte e della sua
cultura. Ne gioveranno, oltre che le future generazioni, anche il commercio ed il turismo.
Proviamo a pensare insieme un disegno differente per questo paese. Proviamo ad
immaginare un Parco Archeologico inserito all’interno di un possibile percorso della Via
Francigena del Sud o di una pista ciclo pedonale. Proviamo a fantasticare sul prestigio che
ne potrebbe derivare. Proviamoci, Monsignore. La realtà potrebbe non essere così lontana
dalla fantasia. Proviamoci, Monsignore, rinunci al progetto. La Villa di Cesare e Massenzio è
un Patrimonio Comune, appartiene a tutti noi, ai nostri figli, agli italiani, ai turisti, ai cattolici e
non.
Sposti la chiesa, Monsignore, rinunci al progetto.
San cesareo lì
23/05/2016
Comitato di Difesa del Territorio
La Presidente
Elisa Memeo

Di seguito i primi firmatari:
RETUVASA Rete per la Tutela della Valle del Sacco
Collettivo LOVE SAN CESAREO
Movimento 5 Stelle San Cesareo
Comitato ALTERNATIVA SOSTENIBILE
Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’Ambiente di Monte Porzio Catone ONLUS
Gruppo Alba Nuova per Monte Compatri
Associazione NOIOLTRE per Monte Compatri
Associazione 45° PARALLELO
Associazione di quartiere COLLINA DELLA PACE ODV
Comitato NO GRANDE RACCORDO BIS tratto RM-NA/MI-NA
Associazione Culturale SCHEGGE DI COTONE
Associazione MAI SOLI ONLUS San Cesareo
Spazio TIMMAGINI
Comitato per la Bellezza
ITALIA NOSTRA Castelli Romani
Circolo P.R.C. San CesareoColonnaZagarolo
Associazione CIAMPINO BENE COMUNE
GRUPPO ARCHEOLOGICO LATINO Colli Albani Bruno Martellotta
SALVIAMO IL PAESAGGIO Roma e Lazio
Associazione di promozione sociale, culturale e ambientale ASPERO SORDO
Associazione SOCIALMENTEDONNA
Associazione storico culturale CASTELLO DI LUGNANO ONLUS
Associazione LA SPINOSA PER L’AMBIENTE
Associazione LABICOCCA
Collettivo MAMME CREATTIVE
Associazione EQUINCONTRO NATURA
Associazione Culturale IL CANTO DEL DRAGO
RETE DEI CITTADINI per Aprilia
Comitato Genitori H Attivi
Genitori Attivi per la Scuola di San Cesareo
Associazione Volta La Carta

Lasciamo ancora aperto l'appello, riservandoci di  inviare al vescovo le future sottoscrizioni man mano che esse arriveranno. Ricordiamo che il complesso imperiale non appartiene solo ai cittadini di San Cesareo, ma è un patrimonio comune e, come tale, può essere difeso e tutelato da associazioni e comitati di qualsiasi parte del territorio. 
Se volete sottoscrivere l'appello ed apportare il vostro contributo, potete inviare una mail a: comitatodifesaterritoriale@gmail.com oppure compilare QUESTO MODULO
Grazie



martedì 19 aprile 2016

VILLA DI MASSENZIO E NON SOLO: LA STORIA SI RIPETE



La storia si ripete:
come raccontato in un recente comunicato, abbiamo nuovamente scritto al Ministro Franceschini e, come le volte precedenti, non abbiamo ottenuto risposta; abbiamo nuovamente chiesto di partecipare alla terza conferenza dei servizi e, come le volte precedenti, non abbiamo ottenuto risposta; si è nuovamente svolta la conferenza dei servizi stessa e, come le volte precedenti, il progetto è stato bocciato.
Nessuno risponde ma, a quanto pare, i fatti parlano. E sono i fatti poi a contare. A volte l’impegno paga. Ma è presto per cantare vittoria: a maggio si chiude la partita con la seduta finale. 

Ciò che sconcerta, a parte la miopia amministrativa, è la dinamica ripetuta di alcuni comportamenti che si traducono in vere e proprie scelte politiche. Si sceglie, infatti, di praticare la mancanza di trasparenza, il silenzio, l’assenza di dialogo, il lavorio sotterraneo. Si sceglie, come pigra scorciatoia, di non confrontarsi con i cittadini, di non renderli partecipi della vita e delle sorti del proprio territorio. Ma, come spesso accade quando si pretende di fare i conti senza l’oste, il conto poi arriva ugualmente e arriva salato. E si, perchè pur di andare avanti ostinatamente e in sordina, dal 2010 ad oggi, si sta lavorando all’ennessimo progetto per la realizzazione della chiesa sul complesso imperiale di Cesare e Massenzio. E allora la domanda è: ma quanto ci costa tutta questa “progettualità sommersa”? Quanto costerà questo modo di agire? Chi pagherà tali scelte? La domanda è talmente retorica che la risposta è scontata.

E poi abbiamo il forno crematorio.
La Villa di Massenzio, il forno crematorio: due storie apparentemente diverse, accomunate però da precise indicazioni circa lo sviluppo che si vorrebbe imporre al paese che, invece di puntare sulla cultura, sulla storia, sull’archeologia, sul turismo e sul prestigio che potrebbe derivarne, punta sull’industrializzazione, sulla cementificazione, sull’incenerimento. Sempre con l’arroganza di chi ignora i cittadini e la loro opinione. Ma a volte basta una scintilla per far scoppiare l’incendio. E la scintilla, questa volta, è partita dalla confinante Rocca Priora. Si, perchè poi tutto il mondo è paese, e anche l’amministrazione del più alto dei Castelli Romani tentava di realizzare un progetto ad alto impatto ambientale, come la costruzione di un forno crematorio che andasse a servire un bacino di utenza di oltre 5 milioni di abitanti (LEGGI QUI), senza consultare preventivamente gli abitanti. E allora si prende coscienza dell’imminente pericolo anche a San Cesareo e si reclama a gran voce il diritto di potersi esprimere in merito. E la voce si è fatta sentire a tal punto che il sindaco Panzironi si è impegnato pubblicamente a fermare i lavori per la costruzione del forno e ad aprire un tavolo di lavoro che vede coinvolti anche i rappresentanti del neo costituito Comitato contro il forno crematorio.

Ma se, in uno sforzo ottimistico, volessimo vedere il famoso bicchiere mezzo pieno e, sempre rifacendoci alla saggezza dei proverbi popolari, volessimo prendere due piccioni con una fava, perchè, come già si vocifera in paese, non si pensa alla possibilità di utilizzare i locali destinati al forno crematorio, per la realizzazione della nuova chiesa di cui il paese sembra aver bisogno? La nostra è una parentesi provocatoria, ma nel nord Europa, molti sono gli esempi di chiese che, abbinate al locale cimitero, diventano insieme luogo di preghiera, di culto e di aggregazione sociale. Anche questo potrebbe essere un modo per ridisegnare un nuovo modello di architettura e di vita. 

Anche questa volta, però, conviene sempre fare i conti con la realtà: nel caso l’amministrazione tornasse veramente indietro e fermasse definitivamente il progetto scellerato, la ditta aggiudicatrice dell’appalto potrebbe richiedere un risarcimento dei danni...Chi pagherà? E ancora la domanda è talmente retorica che la risposta è sempre più scontata.

Insomma si, la storia si ripete, ma qualcuno dovrebbe trarne insegnamento...


sabato 19 marzo 2016

DI NUOVO SULLA VILLA DI CESARE E MASSENZIO

E di nuovo la conferenza dei servizi, la terza, per la Villa di Cesare e Massenzio.
E di nuovo un progetto per la realizzazione del complesso parrocchiale, abbiamo perso il conto di quanti se ne sono susseguiti negli anni.
E di nuovo la nostra richiesta di partecipazione, ai sensi dell’art. 9 della Legge 241/90 che recita: “Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento”,  protocollata in data 17/03/2016.
E di nuovo a scrivere, ed a protocollare il 18/03/2016 per la terza volta, una lettera indirizzata al Ministro Franceschini, alle varie sovrintendenze, direzioni generali, ai segretari, sottosegretari, ai vari uffici legislativi, ai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, agli uffici stampa.
Di nuovo a richiamare l’attenzione sui ritrovamenti.
Di nuovo ad evidenziare come i resti siano in completo stato di abbandono.
Di nuovo a chiedere il tavolo di lavoro congiunto.
Di nuovo ad indicare possibili progetti di sviluppo alternativi, come, ad esempio:
la imminente richiesta di costituzione del Parco dell’Agro Romano che, in avanzato stato di progettazione, lambirà il territorio limitrofo;
la disponibilità di finanziamenti regionali per le APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate);
il possibile sviluppo di una pista ciclo-pedonale lungo l’antica linea ferroviaria Roma-Fiuggi, che attraversa la stessa San Cesareo;
il possibile sviluppo della Via Francigena a sud lungo la Via Casilina che attraversa anch’essa la stessa San Cesareo.
E di nuovo a richiedere interventi per
- l'adeguata gestione procedurale dell'intero progetto e l'adeguato impiego delle strutture pubbliche coinvolte;
- lo stato di conservazione dei resti archeologici e in particolare dei mosaici;
- l'avvenuta comunicazione, attraverso gli organi istituzionali ritenuti più opportuni, dello stato di conservazione dei resti archeologici cosi come già richiesto nella nostra del  15/06/15;
- la verifica dei costi di progettazione e dell'eventuale addebito unitario per singolo comune/progetto.
Di nuovo…
Noi non ci stanchiamo, e di nuovo facciamo e continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per tutelare e valorizzare il sito, ma può darsi che, nel frattempo, il Complesso Imperiale, da oltre dieci anni lasciato in balia del tempo, dell’incuria, dell’indifferenza, della superficialità, degli interessi speculativi, si perda tra le ortiche.
E allora, noi tutti avremo perso un bene comune, ma altri dovranno pagarne le conseguenze.


venerdì 4 marzo 2016

MOSTRI CREMATORI

Un'area di servizio, un contenitore di tutti gli scarti di Roma, questo sembra essere il progetto costruito a tavolino per la Provincia di Roma, con l'avvallo degli amministratori di zona.
Dalle  discariche, agli “eco distretti”, passando per gli impianti a biomassa, a biogas, e poi a biometano, fino ad arrivare al  compostaggio industriale, l’attenzione ed il mercato sembrano concentrarsi, ora, sui forni crematori.
Due in progettazione ed uno in fase di realizzazione, il tutto  nell’arco di 10 chilometri circa.
Il triangolo della morte.
A Gallicano nel Lazio, precisamente nella tenuta di Passerano, si erge, imponente,  il progetto di un mega cimitero da 120.000 loculi con annesso forno crematorio, per un paese che conta appena 6.000 anime.
A San Cesareo, nel mezzo di  un imbarazzante quanto programmato silenzio istituzionale, un forno crematorio che brucerà almeno 4 salme al giorno, avendo già superato la conferenza dei servizi, presto sommerà il suo fumo  a quello dell’adiacente bitumificio.

Ma la vera gallina dalle uova d’oro questa volta la troviamo, o meglio la SOCRIT S.R.L. sembra averla trovata, a Rocca Priora. Un mostro crematorio (definito tempio) che si rivolge ad un bacino di utenza di oltre 5 milioni di abitanti per servire le province di Roma, Latina e Frosinone. Un minimo di 6 salme bruciate al giorno fino ad  un massimo che non è dato sapere. Rocca Priora sale sul podio dei vincitori e, con  la medaglia di bronzo, si aggiudica il terzo forno, in ordine di grandezza, del Lazio. Tale trofeo si andrebbe a collocare, ad eterna memoria, nel vincolatissimo parco regionale dei Castelli Romani, a poche centinaia di metri da quello di San Cesareo, già in costruzione.
Il comune, in un CONSIGLIO COMUNALE molto partecipato, dribbla la richiesta di 3 consiglieri della minoranza relativa ad una doverosa e preventiva consultazione cittadina e, con superbia, affonda il colpo approvando il progetto, camuffandolo  sotto le mentite, e oramai troppo soventemente abusate, spoglie dell’opera di pubblica utilità. Ci chiediamo, però, per chi sia la pubblica utilità… Non regge l’ipotesi, a dir poco fantasiosa, lanciata dal sindaco in sede di consiglio, relativa ad un immaginario e immaginifico rilancio turistico del paese. Non regge  neppure il sorprendente sogno di dare lavoro al popolo, visto che l’impianto crematorio darebbe impiego solamente a tre tecnici altamente specializzati.
La pubblica utilità non non è scorta da lontano neppure dai cittadini che, battaglieri, si sono presto costituiti in un Comitato Promotore, il cui scopo è la raccolta delle firme necessarie per indire un referendum abrogativo della contestata delibera.
Ancora una volta l’interesse privato sembra avere il predominio  e, calando dall’alto come fatto compiuto, si  materializza dinanzi ai cittadini che, ancora una volta, si ritrovano a dover difendere il proprio territorio dai molteplici attacchi devastatori. Ancora una volta la mancanza di una progettualità lungimirante e complessiva, rinforzata in questo caso da un pesante vuoto normativo in materia, si prende gioco delle domande che, spontanee, nascono sulla bocca di tutti: a cosa servono tutti questi forni crematori?
I complottisti, questa volta a ragione e con macabra ironia, potrebbero paventare l’imminente scoppio di una terza guerra mondiale, o la rapida diffusione su scala nazionale di una epidemia letale, o chissà cosa ancora.
Quante volte, ognuno di noi, dovrebbe morire per infornare salme nelle fauci dei draghi?
Perché l’unico sviluppo concepibile dai nostri amministratori continua ad essere la raccolta delle briciole lasciate da imprese private siano essi palazzinari, progettisti o fantomatiche e neo costituite società a responsabilità limitata?
Perché, anche in virtù dei finanziamenti disponibili per le APEA (attività produttive ecologicamente attrezzate) non si produce insieme agli stessi cittadini una idea diversa di sviluppo del territorio che ponga in rilievo le bellezze naturali, paesaggistiche, storiche, culturali ed archeologiche?
Perché non vengono considerate le reali esigenze del paese e dei suoi abitanti, ma tutto viene sovradimensionato con lo scopo di fare cassa?
Perché, prima di porre in essere progetti così grandi ed impattanti non vengono consultati i cittadini?


Cambiano  nomi, progetti e progettisti (e neppure tanto, tutto sommato), ma le dinamiche e di conseguenza le nostre domande, continuano ad essere sempre le stesse.







martedì 22 settembre 2015

NON CHIEDIAMO LA LUNA





Il Comitato di Difesa del Territorio, da anni attivo nel sollecitare l’attenzione verso il tema della riduzione e della differenziazione dei rifiuti finalizzata al riciclo degli stessi, in collaborazione con alcuni cittadini, con la Testata giornalistica Il Gallo Parlante e con l’Associazione No Borders, ha recentemente protocollato una lettera indirizzata al comune di Zagarolo nella quale vengono proposte delle semplici pratiche da adottare quotidianamente e, in particolare, durante le feste e sagre di paese, affinchè tali eventi pubblici assumano una dimensione più rispettosa dell’ambiente e dei dettami sulla raccolta differenziata, sul riuso ed il riciclo dei rifiuti che ogni comunità, per legge, è tenuta a seguire.


Malgrado le normative vigenti, ad oggi, la maggior parte di questi eventi, non vede messa in pratica alcuna misura per la riduzione dei rifiuti, e spesso neanche le minime pratiche di differenziazione degli stessi.


Risulta quindi che le iniziative più tipiche, e quindi più utili a promuovere il territorio, sono anche quelle che determinano un grande impatto ambientale. 

Ciò che si propone al comune è di collaborare al fine di rendere più efficace e trasparente il ciclo della raccolta differenziata, condividendone i risultati, i dati statistici, i costi e le criticità in modo da potere raccogliere contributi di idee e collaborazioni utili a migliorare, economicamente ed ambientalmente, l’intero ciclo dei rifiuti. 
Si richiede inoltre di cooperare con la società addetta alla gestione dei servizi di igiene urbana per mettere in atto quelle necessarie attività, quali la fornitura dei bidoni di conferimento e materiale informativo, in modo da poter portare a termine le proposte effettuate.
Abbiamo suggerito di scegliere la prossima imminente Sagra dell’Uva, quale occasione utile per sensibilizzare la cittadinanza sul tema, invitando, inoltre, gli organizzatori all’utilizzo di stoviglie lavabili o, dove ciò non sia possibile per comprovati motivi logistici, di consigliare l’utilizzo di materiale compostabile, incentivando, nel contempo, l’utilizzo delle caraffe di vetro per la somministrazione dell’acqua, nel duplice scopo di ridurre l’uso delle bottiglie di plastica e di fruire dell’acqua pubblica. 
Nello specifico, inoltre, abbiamo realizzato e reso disponibile, una indagine di mercato per la ricerca di materiale compostabile ai prezzi più vantaggiosi. In occasione dei giorni di sagra saranno presenti anche dei volontari disponibili a contribuire nell'opera divulgativa e di corretta raccolta differenziata. Abbiamo, ancora, reso disponibile le competenze atte a garantire, nella sua ideazione , una adeguata comunicazione. 

Una proposta di simile intervento verrà presto inoltrata anche alle altre amministrazioni comunali della zona, nella speranza che la partecipazione attiva dei cittadini stimoli le stesse ad un cambio di rotta ormai necessario.

sabato 5 settembre 2015

#NOSPRECOALIMENTARE









Il Comitato di Difesa del Territorio, insieme a molte altre associazioni e comitati del territorio, aderisce ed apporta sostegno all'iniziativa.
Di seguito riportiamo il comunicato e l'invito alla collaborazione:




#NOSPRECOALIMENTARE #INVENDUTOSOLIDALE è un progetto è laico, libero, svincolato da partiti e movimenti politici e dalle logiche che li sottendono; unisce cittadini provenienti da Zagarolo, San Cesareo, Rocca Priora, Cave, Genazzano, Artena e Colleferro (per ora).
#NOSPRECOALIMENTARE nasce nel momento in cui, alcuni di noi, hanno deciso di passare parte del proprio tempo al centro policulturale Baobab di Roma, prestando assistenza volontaria.
Il Baobab è una struttura di accoglienza all'avanguardia gestita, da oltre 10 anni, dagli stessi immigrati, un'ex vetreria che normalmente ospita 215 richiedenti asilo come rifugiati, dotata, inoltre,  di una mensa sociale. Da giugno, il Baobab, è in presenza di una forte emergenza umanitaria; nel centro transitano infatti oltre 400 persone che necessitano di tutto, a cominciare dai beni per la prima accoglienza, per finire con abiti, saponi, pasti e tanta umanità. La risposta dei romani è stata, ed è tuttora, molto forte e molto, molto bella, tanta solidarietà e tanta voglia di contribuire alla riuscita di questo esperimento unico nel suo genere. C'è bisogno di tutto però: 400 persone significano 400 colazioni, 400 pranzi, 400 cene, un continuo ricambio di abiti, lenzuola, asciugamani, coperte, acqua, bicchieri, piatti, tovaglioli, carta igienica...tutto.
Da qui, cioè dall’emergenza alimentare del Baobab, si sviluppa il progetto vero e proprio, con la proposta, avanzata ai produttori del Mercato Contadino di Zagarolo, di destinare l’invenduto di fine giornata, l’invenduto solidale appunto, al centro di accoglienza. L’invenduto solidale è rappresentato da tutti quei prodotti che, ancora buoni, non possono però più essere destinati alla vendita e che, grazie all’iniziativa #nosprecoalimentare, trovano una direzione diversa, più intelligente e più virtuosa, del cesto della spazzatura.
L’idea è stata accolta con grande entusiasmo da parte di tutti: dai produttori stessi, dai frequentatori del mercato e dalle istituzioni.  La quantità di merce lasciata è stata talmente abbondante da averci lasciato tutti increduli ed emozionati.
Possibile che in questo momento storico sociale, così difficile per molti, ci sia tanto spreco alimentare?
Abbiamo così deciso di rendere quello che era partito solo come un tentativo, un progetto stabile e continuativo, da ripetere ogni domenica al mercato.
Nel punto di raccolta, oltre all’invenduto, riceviamo anche le donazioni che si basano sulla lista delle emergenze che il Baobab, di giorno in giorno, rende note.
Una volta superata l’emergenza Baobab, pensiamo di rivolgerci anche a tutte quelle situazioni di fragilità presenti sul territorio, non come mero assistenzialismo, ma con un progetto dinamico ed interattivo che cerchi di coinvolgere i “fruitori” stessi dell’invenduto, allo sviluppo ed alla crescita dell’iniziativa.
Per ora, praticamente e concretamente, ogni domenica, 2 di noi sono presenti al mercato dalle 10,30 fino alla chiusura, per informare, prendere contatti, raccogliere adesioni e donazioni, mentre altri 2 volontari, arrivano verso le 12,30 per trasportare tutto al Baobab.
Il lavoro da fare è tanto, quasi quanto lo spreco alimentare. Potremmo rivolgerci anche al mercato del sabato o estendere l’iniziativa su altri comuni, ma abbiamo bisogno di crescere anche numericamente.
Se volete contribuire attivamente al progetto, proponendo idee, partecipando ai turni della domenica, prendendo parte alle discussioni e alle decisioni del gruppo, o volete maggiori info, potete segnalarlo scrivendo all'indirizzo email: nosprecoalimentare@gmail.com o venendoci a trovare la domenica.
Vi aspettiamo!


lunedì 29 giugno 2015

INCONTRO PER LA PISTA CICLABILE

CONTRO LE GRANDI INUTILI DEVASTANTI OPERE
PER UNA PICCOLA UTILE GRANDE OPERA

> invito per mercoledì 8 luglio 2015 a Zagarolo <

Il tratto ferroviario Fiuggi-Roma (con diversi tratti secondari) è stato inaugurato nel 1916 mentre, nel 1984, è stato chiuso l’ultimo tratto. Il COTRAL è stato l’ultimo gestore della tratta ferroviaria Roma-Fiuggi e, con la fine del servizio, il terreno su cui sono posti i binari è tornato ad essere proprietà demaniale della Regione Lazio.

Dopo tanti anni di abbandono nel 1996 la regione Lazio decide di riconvertire il tracciato della linea ferroviaria in pista ciclabile sotto la spinta delle forze ambientaliste, delle comunità locali, e con l’approvazione dell’allora presidente della regione Piero Badaloni. La regione si avvalse anche di una legge nazionale, la 366 del 1998, che finanzia piste ciclabili su sedi ferroviarie dismesse. Tale legge fu approvata durante il governo Prodi Uno.

L’inaugurazione della pista ciclabile è avvenuta nel 2000 alla presenza delle autorità competenti e di circa 5.000 ciclisti, un avvenimento unico per la Ciociaria.

La riconversione in pista ciclabile ( itinerario su http://bit.ly/1QUsPe8 ), tuttavia, non riguarda, come ci si potrebbe aspettare, tutta la tratta Roma-Fiuggi, ma solamente il tratto che si trova nel territorio della provincia di Frosinone da Fiuggi alla stazione ferroviaria di Paliano (22km circa). Il rimanente tracciato è stato parzialmente “cannibalizzato” dalle strade statali e regionali adiacenti al vecchio tracciato ferroviario. I comuni della provincia di Roma interessati dalla tratta ferroviaria sono: Genazzano, Cave, Palestrina, Zagarolo, San Cesareo, Colonna, Montecompatri e Roma (VI Municipio).

Da Genazzano paese a Cave, per esempio, il tracciato è stato completamente assorbito dalla statale. Come dicevamo, molte delle tratte comunali sono scomparse tuttavia alcune amministrazioni comunali (Cave e Genazzano) hanno recentemente attrezzato dei percorsi ciclabili sostitutivi che collegano la pista ciclabile dalla stazione di Paliano (Fr) a San Bartolomeo di Cave posto ai confini dell’agro di Palestrina (oltre 12 km).

Dalla dismissione dell’ultimo tratto Roma-San Cesareo nel 1984, diversi organismi di base, comitati, partiti, singole persone si sono mobilitati cercando di far diventare realtà quello che ancora oggi appare un sogno impossibile: una pista ciclabile da e per Roma che utilizzi in prevalenza il tracciato ferroviario della Roma-Fiuggi.

Oggi, proponiamo un incontro per Mercoledì 8 Luglio 2015 ore 18,00 a Zagarolo, presso il Wiki Hostels di Via Colle Casette, 34 per valutare se esistono le condizioni e la volontà per creare un movimento locale da Genazzano a Roma (VI municipio) che si faccia carico di:
1) fare pressione sulle amministrazioni locali affinché deliberino con una variante al PRG la destinazione a pista ciclabile (condivisa con pedoni) dell’ex tracciato ferroviario;
2) valutare diverse forme di realizzazione delle singole tratte comunali: lavoro volontario, microcredito, donazioni di sponsor privati, ecc.;
3) valutare la possibilità di utilizzo della legge 366/98 o legislazione europea per finanziare le singole tratte comunali.

E’ gradita conferma partecipazione.

Grazie per l’attenzione,
Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini e Castelli Romani
No Border Onlus
Ricicliamo la Ferrovia
Rizoma
Tterra Lazio sud orientale

Per info: