Visualizzazione post con etichetta La Pietrara. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La Pietrara. Mostra tutti i post

sabato 19 marzo 2016

DI NUOVO SULLA VILLA DI CESARE E MASSENZIO

E di nuovo la conferenza dei servizi, la terza, per la Villa di Cesare e Massenzio.
E di nuovo un progetto per la realizzazione del complesso parrocchiale, abbiamo perso il conto di quanti se ne sono susseguiti negli anni.
E di nuovo la nostra richiesta di partecipazione, ai sensi dell’art. 9 della Legge 241/90 che recita: “Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento”,  protocollata in data 17/03/2016.
E di nuovo a scrivere, ed a protocollare il 18/03/2016 per la terza volta, una lettera indirizzata al Ministro Franceschini, alle varie sovrintendenze, direzioni generali, ai segretari, sottosegretari, ai vari uffici legislativi, ai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, agli uffici stampa.
Di nuovo a richiamare l’attenzione sui ritrovamenti.
Di nuovo ad evidenziare come i resti siano in completo stato di abbandono.
Di nuovo a chiedere il tavolo di lavoro congiunto.
Di nuovo ad indicare possibili progetti di sviluppo alternativi, come, ad esempio:
la imminente richiesta di costituzione del Parco dell’Agro Romano che, in avanzato stato di progettazione, lambirà il territorio limitrofo;
la disponibilità di finanziamenti regionali per le APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate);
il possibile sviluppo di una pista ciclo-pedonale lungo l’antica linea ferroviaria Roma-Fiuggi, che attraversa la stessa San Cesareo;
il possibile sviluppo della Via Francigena a sud lungo la Via Casilina che attraversa anch’essa la stessa San Cesareo.
E di nuovo a richiedere interventi per
- l'adeguata gestione procedurale dell'intero progetto e l'adeguato impiego delle strutture pubbliche coinvolte;
- lo stato di conservazione dei resti archeologici e in particolare dei mosaici;
- l'avvenuta comunicazione, attraverso gli organi istituzionali ritenuti più opportuni, dello stato di conservazione dei resti archeologici cosi come già richiesto nella nostra del  15/06/15;
- la verifica dei costi di progettazione e dell'eventuale addebito unitario per singolo comune/progetto.
Di nuovo…
Noi non ci stanchiamo, e di nuovo facciamo e continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per tutelare e valorizzare il sito, ma può darsi che, nel frattempo, il Complesso Imperiale, da oltre dieci anni lasciato in balia del tempo, dell’incuria, dell’indifferenza, della superficialità, degli interessi speculativi, si perda tra le ortiche.
E allora, noi tutti avremo perso un bene comune, ma altri dovranno pagarne le conseguenze.


mercoledì 28 gennaio 2015

VILLA DI CESARE E MASSENZIO: STOP AI LAVORI! QUELLA CHIESA NON S'HA DA FARE



Dopo proteste, presidi, memorie, lettere ed esposti, convegni, incontri e una costante informazione verso i cittadini, il Comitato di Difesa del Territorio raggiunge oggi un obbiettivo importante per il quale ha lottato tanto, da lungo tempo e con molta energia. La difesa di quello che dovrebbe essere un patrimonio nazionale, cercando di allontanare progetti di edilizia di “pubblico interesse” e privata che avrebbero gravato sull'area della villa imperiale di epoca Romana che fu di Cesare e successivamente di Massenzio, a San Cesareo.

Una vittoria che non è solo degli appartenenti al Comitato ma una vittoria di tutti e soprattutto della cultura italiana e di quanti credono nella tutela e la valorizzazione di quelli che sono i veri beni di questo Paese. La ricchezza vera della comunità che, se utilizzata, può essere una strada per un rilancio economico diverso.

Arriva oggi finalmente il parere negativo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, in riferimento alla realizzazione del complesso Parrocchiale di San Giuseppe. L’intervento andrebbe infatti a ricadere in area tutelata per legge.

Viene tra l'altro imposta una fascia di rispetto di 100 metri intorno ai ritrovamenti. Vengono inoltre imposti saggi e scavi preventivi prima di ogni eventuale ed ipotetica autorizzazione alla costruzione di nuovi manufatti.

Le motivazioni dei vincoli imposti risiedono nel fatto che l’intervento comporterebbe un rilevante impatto paesaggistico negativo rispetto al contesto interessato. A sottolineare l'inedificabilità di opere su tali reperti, arriva anche la nota della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che, facendo proprie le motivazioni del diniego della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, esprime, anch’essa, parere negativo.

Si nota con piacere anche la risposta della Soprintendenza alla lettera che il Comitato, in data 22/12/2014, ha indirizzato al Ministro Franceschini e collaboratori. Nella missiva a firma della Dott.ssa Calandra, soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, in cui si ribadisce il diniego ufficiale all’autorizzazione per la realizzazione del complesso Parrocchiale, si legge anche un impegno formale relativo alla richiesta di un finanziamento per la salvaguardia dei resti.

Raggiungere questo risultato non è stato facile e la battaglia non è ancora finita. Giunge oggi un'apertura al dialogo da parte del Comune di San Cesareo verso le proposte del Comitato. Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno, anche se in realtà un dialogo lo si cerca dal lontano 2013. Lo scopo era quello di creare un percorso più partecipato, così da giungere a delle soluzioni e ad una progettualità capace di guardare a lungo raggio, al futuro, e non solamente ad un miope interesse immediato.

Intanto però, il Comitato non può fare a meno di notare che ancora non arrivano da parte delle istituzioni interessate e dal Comune stesso, risposte a delle formali richieste formulate nei termini di legge.


Il percorso quindi non è ancora concluso. Resta da colmare il vuoto di un vincolo indiretto, imposto per legge, ma non ancora apposto; resta da verificare il definitivo ritiro del progetto riguardante la lottizzazione privata; resta la salvaguardia e la messa in sicurezza di ciò che rimane degli incredibili mosaici rinvenuti, valutarne il reale stato di conservazione o di abbandono e di conseguenza capire i costi per una loro riqualificazione. Vanno inoltre identificate le responsabilità che hanno portato alla perdita di un capitale storico come i mosaici stessi, nel caso risultino deteriorati. Va immaginata inoltre la creazione e la realizzazione di un progetto condiviso e compartecipato con i cittadini, che veda finalmente il complesso imperiale come polo di interesse  culturale, storico ed artistico, in grado di restituire lavoro, dignità e valore al territorio.

sabato 20 dicembre 2014

MERITATI REGALI




Ci siamo, è Natale!!


Queste feste natalizie sembrano aprirsi sotto un buon auspicio per tutti i cittadini di San Cesareo ed il mondo intero, visto che parliamo di beni comuni.

L’azione dei cittadini raccoltisi intorno al Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani sembra, infatti, aver raggiunto l’obiettivo di bloccare l’ennesimo scempio e l’ennesima speculazione privata a danno dei cittadini e dell’interesse pubblico.

Parliamo ovviamente della Villa Imperiale di Cesare e Massenzio che, dopo svariati tentativi di relegarla al ruolo di complemento di arredo di un complesso residenziale e di culto,  vede oggi la speranza di diventare un vero e proprio parco archeologico, donando al paese un ruolo di prestigio e, contestualmente, una significativa possibilità di ripresa per l' economia locale.

A seguito di tutte le proteste, dei presidi, delle lettere, dei comunicati, di tutte le azioni di denuncia intraprese ormai da molto tempo, ma che in questo ultimo periodo si sono intensificate ad un ritmo sempre più serrato, qualcosa si sta finalmente muovendo in una direzione per noi positiva.

L'importante è capire se dal sacco usciranno le conferme alle voci circolate negli ultimi giorni.

Nei corridoi si sussurra, infatti, che sia arrivato un parere assolutamente negativo dalla Soprintendenza Paesaggistica e, di conseguenza, dalla Direzione Generale Regionale, rispetto all’edificazione del famoso complesso parrocchiale di San Giuseppe. 
Si mormora ancora che, anche a seguito delle contestazioni sulla gestione del territorio, delle affermazioni inopportune espresse il 6 dicembre a Palestrina dalla soprintendente D.ssa Calandra e dal funzionario Dott. Betori, della lettera di protesta, inviata al ministro Franceschini da uno dei cittadini presenti in quel contesto, del disappunto espresso dal ministro per tramite della segretaria generale alla direzione del MIBACT , si ipotizzi addirittura un auspicato cambio di gestione all'interno della Soprintendenza.


Se queste voci dovessero trovare conferma si prospetterebbe un anno dedicato alla ricerca di progetti e fondi utili alla valorizzazione di questa importantissimo sito archeologico che, se correttamente valorizzato, porterà nuove importanti risorse al paese.

Insomma, il sacco di Babbo Natale sembrerebbe contenere molti meritati regali per tutti.


Con la speranza di ricevere quanto prima delle conferme a quanto si sta, per ora, solamente mormorando, auguriamo a tutte e tutti  delle buone feste ed un felice anno nuovo.



giovedì 18 dicembre 2014

LA CONFERENZA FANTASMA



Dopo aver stabilito, in occasione della prima seduta conferenza dei servizi tenutasi il 23 settembre 2014, l’esigenza fornire documentazione integrativa ed aver fissato la seduta conclusiva con il termine di 45 giorni dall’esito della prima;

dopo aver spostato, a causa del ritardo del promotore nel fornire la documentazione integrativa richiesta, la seduta conclusiva a data da destinarsi;

dopo che il comune di San Cesareo ha finalmente indetto la seduta per il giorno 16, poi nuovamente spostata al giorno 17 dicembre 2014 alle ore 11,30 presso gli uffici della Regione Lazio in via del Giorgione, 129 Roma;

dopo tutto ciò… la seconda seduta della conferenza dei servizi per la “Realizzazione del nuovo complesso parrocchiale di San Giuseppe”,  è rimasta aperta…

Ovvero gli enti interessati non si sono presentati.

Una  delegazione del Comitato di Difesa del Territorio era presente fin dalle ore 11,00 in via del Giorgione, ma nessuno è stato visto salire ai “piani alti”. A tenerci compagnia le forze dell’ordine e passanti incuriositi.

Forse che la documentazione integrativa richiesta, non sia stata abbastanza “integrativa”?

Forse che non sia stata consegnata con un debito anticipo e si cerchi, diversamente, di forzare i tempi?

Forse che non sia così semplice formulare un parere favorevole,  per un progetto di edificazione che andrebbe a compromettere per sempre le tracce del nostro passato, le possibilità per uno sviluppo più sostenibile del presente, le opportunità di conoscenza per il futuro?

Ma come “formidabilmente” espresso dalla Dott.ssa Calandra, la risposta è nella 241/90 (leggi qui). E a quella faremo ricorso per capire meglio come si esprimeranno gli enti interessati.


La giornata è stata comunque proficua, avendo noi  avuto l’opportunità  di conferire con funzionari della regione ed appurare, una volta per tutte, che malgrado l’importanza della variante urbanistica proposta, non sia stata ancora neanche presentata richiesta della VAS.

venerdì 12 dicembre 2014

DIFENDIAMO LA VILLA DI CESARE E MASSENZIO


DIFENDIAMO  INSIEME 
LA VILLA DI CESARE E MASSENZIO



PRESIDIO IN OCCASIONE DELLA SECONDA SEDUTA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI PER LA “REALIZZAZIONE DEL NUOVO COMPLESSO PARROCCHIALE DI SAN GIUSEPPE”
TI ASPETTIAMO MERCOLEDI’ 17 DICEMBRE ALLE ORE 11,00 PRESSO GLI UFFICI DELLA REGIONE LAZIO IN VIA DEL GIORGIONE, 129

Come ormai è noto ad alcuni, ma ancora non a tutti, negli ultimi anni a San Cesareo  sono stati rinvenuti degli importanti ritrovamenti archeologici, tra cui parti della famosa Villa Imperiale di Cesare e Massenzio, i cui possedimenti andavano da Santa Croce in Gerusalemme fino ad Anagni.
Lo studio di questi, e di altri reperti scoperti sul territorio, sta portando alla luce la ricostruzione di un interessante tracciato archeologico.

Altrettanto note appaiono le azioni della Soprintendenza che, mentre da un lato sembra essere particolarmente impegnata a farsi lustro delle azioni di musealizzazione dei beni rinvenuti negli scavi, dall’altro si mostra scarsamente attenta alla destinazione finale dei siti archeologici che, diversamente, potrebbero risollevare l’ economia di un intero territorio.

Sembra infatti oramai evidente la tendenza a decontestualizzare questi, seppur importanti, “frammenti” destinati ad essere raccolti nei diversi musei nazionali, lasciando poi alle ortiche un capitale, sicuramente di difficile gestione, ma di una importanza storica ed economica certamente diversa.

Sarà forse un caso, se gli scavi eseguiti a San Cesareo, a Ciampino ed a Valmontone, che probabilmente sono parte del medesimo complesso imperiale, che  fanno capo ai medesimi responsabili del MIBACT, vivono oggi le medesime condizioni di abbandono?

In queste aree, dove negli ultimi anni sono stati forti gli interessi della speculazione edilizia, la soprintendenza archeologica non sembra cercare il confronto con i cittadini, unici veri eredi di questo patrimonio nazionale se non mondiale, ma cerca la “quadra” con costruttori ed amministratori (gli stessi che intendono delegare la manutenzione del complesso archeologico della Villa di Massenzio ai condomini).

Dopo una prima “conferenza di servizio blindata” nella quale si è tentato di discriminare tra i diversi portatori di interessi, la seconda seduta viene convocata lontana da San Cesareo, più precisamente presso gli uffici della Regione Lazio, in via Del Giorgione, 129.

Se è vero quanto affermato dalla D.ssa Calandra e dal suo predecessore la D.ssa de Spagnolis, secondo cui il compito della soprintendenza si limita alla musealizzazione dei singoli reperti e non alla valorizzazione dell’intero patrimonio archeologico,

ci si domanda:
Quale ordine dello Stato si occupa della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico?
Se è vero che il tutto sembra demandato alla attività di volontariato prestata dai cittadini

DIFENDIAMO  INSIEME
 LA VILLA DI CESARE E MASSENZIO
IL NOSTRO TERRITORIO
LA NOSTRA PRIMARIA RISORSA ECONOMICA

Per saperne di più, leggi:






mercoledì 14 maggio 2014

Esposto Villa di Cesare e Massenzio

Il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani,  il 19 marzo 2014 inviava un esposto alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e, per conoscenza, al comune di San Cesareo, al Presidente del FAI e al  Nucleo di Polizia Tributaria di Roma -Gruppo Tutela Beni Archeologici- avente ad oggetto il progetto di edificazione  edilizia nelle immediate vicinanze dei ritrovamenti archeologici identificati nei resti della Villa di Cesare e Massenzio. Aderivano con noi: "Italia Nostra",  "Love San Cesareo" e "Retuvasa".
Di seguito il testo:

Oggetto: San Cesareo (RM) – Loc. Colle Noce – Progetto di edificazione in ambito sottoposto a vincolo ex PTPR Lazio.

Con riferimento a quanto in oggetto, preso atto della delibera del Comune di San Cesareo n.1 del 16/01/2014 in cui la Amministrazione Comunale ha espresso parere favorevole al nuovo progetto di un complesso residenziale e di una chiesa nelle immediate vicinanze dei ritrovamenti archeologici identificati nei resti della Villa di Cesare e Massenzio, si espone quanto segue:
-   non risultano intraprese misure a protezione e tutela della   zona vincolata;
-   la zona vincolata non risulta recintata e quindi separata dal resto del Piano Integrato;
-   la stessa versa in condizioni di completo abbandono e degrado come da evidenza fotografica allegata;
-   risultano rinvenuti nuovi tratti della Via Labicana non ancora sottoposti a vincolo;
-   risulta ancora assente la VAS (valutazione ambientale e strategica);
-   il nuovo progetto edificatorio prevede un innalzamento dell’altezza complessiva della chiesa e degli immobili residenziali;

Premesso quanto sopra si richiede a questo spettabile ufficio la possibilità di attuare le misure a tutela del bene archeologico, della sicurezza delle persone e le seguenti verifiche:

-   possibilità di estensione del vincoli diretti ed indiretti dei tratti di Via Labicana recentemente rinvenuti;
-   possibilità di vincolo indiretto su tutta l’area archeologica precedentemente rinvenuta affinché sia garantita la fruibilità visiva dell’intera area archeologica;
-   possibilità di assoggettamento al Modello del Piano di Gestione Museale;
-   del rispetto degli obblighi di salvaguardia da parte di Comune e privati della zona soggetto a vincolo.


Si richiede altresì espressamente di essere informati in ordine a quanto emerge dai fatti sopra narrati, delle misure adottate o di un’eventuale archiviazione della istanza.

Sicuri di un vostro interessamento in merito, porgiamo cordiali saluti.

Colonna 19 marzo 2014

Il Presidente 
Elisa Memeo





venerdì 20 settembre 2013

Villa di Cesare e Massenzio - Comunicato stampa

Siamo lieti di segnalare l'articolo del magazine online "IlPortaleNews.it", che riporta il comunicato stampa del  comitato “Salviamo la Villa di Cesare e Massenzio”, del quale facciamo parte anche noi del CDT Colli Prenestini Castelli Romani, pur dovendo segnalare che per una svista è stato riportato il nostro nome in maniera leggermente diversa. Comunicato riportato anche da altri organi di stampa.
Questa è una delle battaglie fondamentali del Comitato di Difesa del Territorio, sulla quale non abbiamo nessuna intenzione di mollare  e che riguarda sia la tutela del nostro territorio contro la oramai selvaggia cementificazione,  sia la qualità dell'aria, e di conseguenza la salute. 
Non ultima è da stigmatizzare la totale mancanza di cultura nei confronti del nostro patrimonio artistico e archeologico da parte di alcune istituzioni, che dovrebbe, invece, costituire una risorsa sulla quale investire in maniera eco-compatibile, facendo diventare la nostra zona un area all'avanguardia nella moderna gestione del territorio e non il solito tradizionale, arruffone e insensato mercanteggiare a favore di interessi di parte. 

QUI l'articolo.

venerdì 13 settembre 2013

Tutela per la villa di Cesare e Massenzio a San Cesareo



La villa di Cesare e Massenzio, rinvenuta a San Cesareo nel 2010, è una di quelle scoperte che in altri paesi nel mondo farebbe urlare di gioia e farebbe stappare bottiglie di champagne per l’importanza dei reperti e la loro unicità, come il monumentale ninfeo di più di 500mq o l’impianto termale o la palestra, per non parlare dei mosaici a colori perfettamente conservati e l’impianto della villa stessa con più di 30 locali.