mercoledì 28 gennaio 2015

VILLA DI CESARE E MASSENZIO: STOP AI LAVORI! QUELLA CHIESA NON S'HA DA FARE



Dopo proteste, presidi, memorie, lettere ed esposti, convegni, incontri e una costante informazione verso i cittadini, il Comitato di Difesa del Territorio raggiunge oggi un obbiettivo importante per il quale ha lottato tanto, da lungo tempo e con molta energia. La difesa di quello che dovrebbe essere un patrimonio nazionale, cercando di allontanare progetti di edilizia di “pubblico interesse” e privata che avrebbero gravato sull'area della villa imperiale di epoca Romana che fu di Cesare e successivamente di Massenzio, a San Cesareo.

Una vittoria che non è solo degli appartenenti al Comitato ma una vittoria di tutti e soprattutto della cultura italiana e di quanti credono nella tutela e la valorizzazione di quelli che sono i veri beni di questo Paese. La ricchezza vera della comunità che, se utilizzata, può essere una strada per un rilancio economico diverso.

Arriva oggi finalmente il parere negativo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, in riferimento alla realizzazione del complesso Parrocchiale di San Giuseppe. L’intervento andrebbe infatti a ricadere in area tutelata per legge.

Viene tra l'altro imposta una fascia di rispetto di 100 metri intorno ai ritrovamenti. Vengono inoltre imposti saggi e scavi preventivi prima di ogni eventuale ed ipotetica autorizzazione alla costruzione di nuovi manufatti.

Le motivazioni dei vincoli imposti risiedono nel fatto che l’intervento comporterebbe un rilevante impatto paesaggistico negativo rispetto al contesto interessato. A sottolineare l'inedificabilità di opere su tali reperti, arriva anche la nota della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che, facendo proprie le motivazioni del diniego della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, esprime, anch’essa, parere negativo.

Si nota con piacere anche la risposta della Soprintendenza alla lettera che il Comitato, in data 22/12/2014, ha indirizzato al Ministro Franceschini e collaboratori. Nella missiva a firma della Dott.ssa Calandra, soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, in cui si ribadisce il diniego ufficiale all’autorizzazione per la realizzazione del complesso Parrocchiale, si legge anche un impegno formale relativo alla richiesta di un finanziamento per la salvaguardia dei resti.

Raggiungere questo risultato non è stato facile e la battaglia non è ancora finita. Giunge oggi un'apertura al dialogo da parte del Comune di San Cesareo verso le proposte del Comitato. Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno, anche se in realtà un dialogo lo si cerca dal lontano 2013. Lo scopo era quello di creare un percorso più partecipato, così da giungere a delle soluzioni e ad una progettualità capace di guardare a lungo raggio, al futuro, e non solamente ad un miope interesse immediato.

Intanto però, il Comitato non può fare a meno di notare che ancora non arrivano da parte delle istituzioni interessate e dal Comune stesso, risposte a delle formali richieste formulate nei termini di legge.


Il percorso quindi non è ancora concluso. Resta da colmare il vuoto di un vincolo indiretto, imposto per legge, ma non ancora apposto; resta da verificare il definitivo ritiro del progetto riguardante la lottizzazione privata; resta la salvaguardia e la messa in sicurezza di ciò che rimane degli incredibili mosaici rinvenuti, valutarne il reale stato di conservazione o di abbandono e di conseguenza capire i costi per una loro riqualificazione. Vanno inoltre identificate le responsabilità che hanno portato alla perdita di un capitale storico come i mosaici stessi, nel caso risultino deteriorati. Va immaginata inoltre la creazione e la realizzazione di un progetto condiviso e compartecipato con i cittadini, che veda finalmente il complesso imperiale come polo di interesse  culturale, storico ed artistico, in grado di restituire lavoro, dignità e valore al territorio.

giovedì 15 gennaio 2015

TESORI NASCOSTI






La Villa di Cesare e Massenzio a San Cesareo: patrimonio comune da difendere e valorizzare
per una idea diversa di sviluppo del territorio.




Per informare di quanto accade intorno a noi:
il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani invita la cittadinanza tutta all’incontro pubblico “TESORI NASCOSTI-le radici del nostro futuro”, il giorno sabato 24 gennaio alle ore 16,00 presso l’Auditorium Comunale di San Cesareo, Viale Dei Cedri, 10.


Quotidianamente calpestiamo, denigriamo e, spesso, umiliamo quello che potrebbe rappresentare per tutti noi una delle fonti economiche primarie: il nostro patrimonio archeologico e con esso quello storico, artistico e culturale che, da sempre, fanno dell’Italia un paese unico ed apprezzato in tutto il mondo.

Un paese che a colpi di abusi edilizi, di un’ assidua devastazione del territorio, di un concetto di sviluppo rilevatosi ormai a vantaggio esclusivo di pochi e di una globalizzazione che appiattisce le abitudini e le differenze culturali tra i popoli, si sta sgretolando e rischia di essere a breve svenduto a due soldi al mercato delle pulci.

E’ ora di rivedere il programma di sviluppo complessivo,  ripartendo da quelle realtà piccole, ancora in quota parte vergini e collegate ai grandi centri urbani, che debbono trovare o ritrovare una propria caratterizzazione economica e culturale.

E’ quanto avviene a San Cesareo, alle porte di Roma, con i ritrovamenti della Villa di Cesare e Massenzio. Qui, già dal 2010 la mobilitazione spontanea dei cittadini, aggregatisi in seguito intorno alle iniziative del Comitato di Difesa del Territorio dei Colli Prenestini e dei Castelli Romani,  ha consentito di bloccare l’ennesimo progetto di edificazione che riduceva i resti di un importante complesso imperiale ad elemento di corredo di un edificio di culto e di un complesso residenziale.


Per parlare di questa realtà e di altre limitrofe che vivono la stessa condizione, il comitato di Difesa del territorio dei Colli Prenestini e dei Castelli Romani organizza per

sabato 24 gennaio alle ore 16,00
c/o l’auditorium comunale di San Cesareo in V.le dei Cedri 10

l’ incontro pubblico “TESORI NASCOSTI – le radici del nostro futuro” dove, grazie anche alla partecipazione di Paolo Berdini (urbanista) ed Emilio Ferracci (archeologo) andremo a riscoprire quali sono i veri tesori di questo territorio e quali le potenzialità del suo sviluppo.
Con la partecipazione del Comitato  Ciampino Bene Comune.
In collaborazione con: “RETUVASA-Rete per la Tutela della Valle del Sacco” “I Love San Cesareo” “Italia Nostra Castelli Romani”.




domenica 11 gennaio 2015

DA LANUVIO A CAVE PASSANDO PER SAN CESAREO: CONTINUA L'ABBANDONO ILLECITO DI AMIANTO

A circa due mesi di distanza dall'avvio della campagna ETERNITY: UN AMIANTO E' PER SEMPRE, proseguono le segnalazioni dei cittadini per l'abbandono illecito di amianto.
Vi proponiamo un breve excursus di quanto accaduto in questo periodo.

ZAGAROLO, VALLE MARTELLA

Il 14 novembre 2014 abbiamo segnalato al comune di Zagarolo la presenza di lastre di cemento amianto presenti a VALLE MARTELLA dal lontano 2011. Il comune ha provveduto alla rimozione nel mese di dicembre.






Il 17 novembre, sempre con la collaborazione dei cittadini residenti, ci siamo spostati a LANUVIO, per segnalare lastre di cemento amianto in Via del Bottino. Rimozione effettuata dall'amministrazione.

SAN CESAREO, VIA COLLE DE FORA
Il 18, sempre di novembre, è stata la volta di San Cesareo, con l'abbandono di un cassone in Via Colle De Fora. Cassone che, ad oggi, continua a stazionare serafico nella medesima posizione.





Con l'inizio del nuovo anno, siamo tornati a Lanuvio, questa volta in Via Valle Verta, per la denuncia - effettuata il 2 gennaio - ancora una volta, di un cassone abbandonato.
LANUVIO, VIA VALLE VERTA
Siamo poi giunti fino a Cave, con ben tre segnalazioni da parte dei cittadini, tutte correttamente inoltrate alle amministrazioni.


La prima in via Cesiano
CAVE, VIA CESIANO




















La seconda in Via Matteuzzo 
CAVE, VIA MATTEUZZO
















CAVE, VIA SPIRITO SANTO
E la terza in Via Spirito Santo.
















Questa la MAPPA aggiornata delle discariche abusive di amianto.

Quanto ancora vogliamo vederla crescere? Quanto veleno ancora dovremo respirare? Quando impareremo un pò di senso civico e il rispetto per l'ambiente? E quando verranno prese, al livello comunale, regionale e nazionale, delle misure che aiutino economicamente e burocraticamente i cittadini nel corretto smaltimento di questo materiale così pericoloso?

Per le vostre segnalazioni, potete scrivere, inviando foto ed esatta ubicazione del luogo, a: comitatodifesaterritoriale@gmail.com

sabato 20 dicembre 2014

MERITATI REGALI




Ci siamo, è Natale!!


Queste feste natalizie sembrano aprirsi sotto un buon auspicio per tutti i cittadini di San Cesareo ed il mondo intero, visto che parliamo di beni comuni.

L’azione dei cittadini raccoltisi intorno al Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani sembra, infatti, aver raggiunto l’obiettivo di bloccare l’ennesimo scempio e l’ennesima speculazione privata a danno dei cittadini e dell’interesse pubblico.

Parliamo ovviamente della Villa Imperiale di Cesare e Massenzio che, dopo svariati tentativi di relegarla al ruolo di complemento di arredo di un complesso residenziale e di culto,  vede oggi la speranza di diventare un vero e proprio parco archeologico, donando al paese un ruolo di prestigio e, contestualmente, una significativa possibilità di ripresa per l' economia locale.

A seguito di tutte le proteste, dei presidi, delle lettere, dei comunicati, di tutte le azioni di denuncia intraprese ormai da molto tempo, ma che in questo ultimo periodo si sono intensificate ad un ritmo sempre più serrato, qualcosa si sta finalmente muovendo in una direzione per noi positiva.

L'importante è capire se dal sacco usciranno le conferme alle voci circolate negli ultimi giorni.

Nei corridoi si sussurra, infatti, che sia arrivato un parere assolutamente negativo dalla Soprintendenza Paesaggistica e, di conseguenza, dalla Direzione Generale Regionale, rispetto all’edificazione del famoso complesso parrocchiale di San Giuseppe. 
Si mormora ancora che, anche a seguito delle contestazioni sulla gestione del territorio, delle affermazioni inopportune espresse il 6 dicembre a Palestrina dalla soprintendente D.ssa Calandra e dal funzionario Dott. Betori, della lettera di protesta, inviata al ministro Franceschini da uno dei cittadini presenti in quel contesto, del disappunto espresso dal ministro per tramite della segretaria generale alla direzione del MIBACT , si ipotizzi addirittura un auspicato cambio di gestione all'interno della Soprintendenza.


Se queste voci dovessero trovare conferma si prospetterebbe un anno dedicato alla ricerca di progetti e fondi utili alla valorizzazione di questa importantissimo sito archeologico che, se correttamente valorizzato, porterà nuove importanti risorse al paese.

Insomma, il sacco di Babbo Natale sembrerebbe contenere molti meritati regali per tutti.


Con la speranza di ricevere quanto prima delle conferme a quanto si sta, per ora, solamente mormorando, auguriamo a tutte e tutti  delle buone feste ed un felice anno nuovo.



giovedì 18 dicembre 2014

LA CONFERENZA FANTASMA



Dopo aver stabilito, in occasione della prima seduta conferenza dei servizi tenutasi il 23 settembre 2014, l’esigenza fornire documentazione integrativa ed aver fissato la seduta conclusiva con il termine di 45 giorni dall’esito della prima;

dopo aver spostato, a causa del ritardo del promotore nel fornire la documentazione integrativa richiesta, la seduta conclusiva a data da destinarsi;

dopo che il comune di San Cesareo ha finalmente indetto la seduta per il giorno 16, poi nuovamente spostata al giorno 17 dicembre 2014 alle ore 11,30 presso gli uffici della Regione Lazio in via del Giorgione, 129 Roma;

dopo tutto ciò… la seconda seduta della conferenza dei servizi per la “Realizzazione del nuovo complesso parrocchiale di San Giuseppe”,  è rimasta aperta…

Ovvero gli enti interessati non si sono presentati.

Una  delegazione del Comitato di Difesa del Territorio era presente fin dalle ore 11,00 in via del Giorgione, ma nessuno è stato visto salire ai “piani alti”. A tenerci compagnia le forze dell’ordine e passanti incuriositi.

Forse che la documentazione integrativa richiesta, non sia stata abbastanza “integrativa”?

Forse che non sia stata consegnata con un debito anticipo e si cerchi, diversamente, di forzare i tempi?

Forse che non sia così semplice formulare un parere favorevole,  per un progetto di edificazione che andrebbe a compromettere per sempre le tracce del nostro passato, le possibilità per uno sviluppo più sostenibile del presente, le opportunità di conoscenza per il futuro?

Ma come “formidabilmente” espresso dalla Dott.ssa Calandra, la risposta è nella 241/90 (leggi qui). E a quella faremo ricorso per capire meglio come si esprimeranno gli enti interessati.


La giornata è stata comunque proficua, avendo noi  avuto l’opportunità  di conferire con funzionari della regione ed appurare, una volta per tutte, che malgrado l’importanza della variante urbanistica proposta, non sia stata ancora neanche presentata richiesta della VAS.

venerdì 12 dicembre 2014

DIFENDIAMO LA VILLA DI CESARE E MASSENZIO


DIFENDIAMO  INSIEM
LA VILLA DI CESARE E MASSENZIO



PRESIDIO IN OCCASIONE DELLA SECONDA SEDUTA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI PER LA “REALIZZAZIONE DEL NUOVO COMPLESSO PARROCCHIALE DI SAN GIUSEPPE”
TI ASPETTIAMO MERCOLEDI’ 17 DICEMBRE ALLE ORE 11,00 PRESSO GLI UFFICI DELLA REGIONE LAZIO IN VIA DEL GIORGIONE, 129

Come ormai è noto ad alcuni, ma ancora non a tutti, negli ultimi anni a San Cesareo  sono stati rinvenuti degli importanti ritrovamenti archeologici, tra cui parti della famosa Villa Imperiale di Cesare e Massenzio, i cui possedimenti andavano da Santa Croce in Gerusalemme fino ad Anagni.
Lo studio di questi, e di altri reperti scoperti sul territorio, sta portando alla luce la ricostruzione di un interessante tracciato archeologico.

Altrettanto note appaiono le azioni della Soprintendenza che, mentre da un lato sembra essere particolarmente impegnata a farsi lustro delle azioni di musealizzazione dei beni rinvenuti negli scavi, dall’altro si mostra scarsamente attenta alla destinazione finale dei siti archeologici che, diversamente, potrebbero risollevare l’ economia di un intero territorio.

Sembra infatti oramai evidente la tendenza a decontestualizzare questi, seppur importanti, “frammenti” destinati ad essere raccolti nei diversi musei nazionali, lasciando poi alle ortiche un capitale, sicuramente di difficile gestione, ma di una importanza storica ed economica certamente diversa.

Sarà forse un caso, se gli scavi eseguiti a San Cesareo, a Ciampino ed a Valmontone, che probabilmente sono parte del medesimo complesso imperiale, che  fanno capo ai medesimi responsabili del MIBACT, vivono oggi le medesime condizioni di abbandono?

In queste aree, dove negli ultimi anni sono stati forti gli interessi della speculazione edilizia, la soprintendenza archeologica non sembra cercare il confronto con i cittadini, unici veri eredi di questo patrimonio nazionale se non mondiale, ma cerca la “quadra” con costruttori ed amministratori (gli stessi che intendono delegare la manutenzione del complesso archeologico della Villa di Massenzio ai condomini).

Dopo una prima “conferenza di servizio blindata” nella quale si è tentato di discriminare tra i diversi portatori di interessi, la seconda seduta viene convocata lontana da San Cesareo, più precisamente presso gli uffici della Regione Lazio, in via Del Giorgione, 129.

Se è vero quanto affermato dalla D.ssa Calandra e dal suo predecessore la D.ssa de Spagnolis, secondo cui il compito della soprintendenza si limita alla musealizzazione dei singoli reperti e non alla valorizzazione dell’intero patrimonio archeologico,

ci si domanda:
Quale ordine dello Stato si occupa della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico?
Se è vero che il tutto sembra demandato alla attività di volontariato prestata dai cittadini

DIFENDIAMO  INSIEME
 LA VILLA DI CESARE E MASSENZIO
IL NOSTRO TERRITORIO
LA NOSTRA PRIMARIA RISORSA ECONOMICA

Per saperne di più, leggi:






domenica 7 dicembre 2014

UNA SCOPERTA INNOMINABILE, SCOMODA E INGOMBRANTE






Sabato 6 dicembre presso il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, si è svolto un evento denominato “La dama degli zaffiri e altri ori” che, presentato da nomi importanti legati al panorama archeologico, aveva lo scopo di presentare un diadema in oro e zaffiri rinvenuto in una camera funeraria ipogea con sarcofago, avvenuto nel comune di Colonna (alle porte di Roma).

Apprendendo dalla locandina ufficiale che, immediatamente prima delle “Conclusioni”, Alessandro Betori, funzionario e responsabile di zona della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, avrebbe conferito su “Oreficerie tardoantiche dalla necropoli di Colle Noce (San Cesareo, Roma)”,  ci siamo sentiti in diritto, nonché in dovere, di partecipare all’incontro di studio.


LA LOCANDINA DELL'INCONTRO
Spieghiamo noi, visto che dalla Soprintendenza e dal comune interessato se ne guardano bene dal farlo, che la così chiamata “necropoli di Colle Noce”,  ancora in via di studio, è una delle più complesse ed articolate necropoli scoperte nel Lazio, che sta restituendo importanti informazioni antropologiche, consentendo, inoltre, di portare alla luce importanti ritrovamenti quali quelli illustrati in sede di incontro, fornendo, allo stesso tempo, importanti informazioni sulla vita e la natura del complesso archeologico della Villa di Cesare e  Massenzio, di cui costituisce parte integrante.

A noi sembra che la strategia attuata dalle istituzioni, sia quella della decontestualizzazione.
I gioielli ora, infatti, così come la meridiana, per non parlare dei mosaici e di altri ritrovamenti operati nel corso degli anni in questa zona,  vengono presentati ed esposti in musei, come se fossero semplicemente delle opere, dei magnifici ritrovamenti, estranei al sito di appartenenza, come se non fossero inseriti nell’ambito di un loro ambiente primario, che è proprio quello della Villa Imperiale di Cesare e Massenzio. 
La Villa finisce, in questo modo, per essere svilita e mortificata, depauperata dei suoi ritrovamenti più brillanti, in un ruolo di secondo piano, quasi a volerne  far perdere tracce e memoria.

A conferma di quanto esposto, la stessa spesso non viene propriamente nominata, ma camuffata, mistificata sotto altri nomi: “Necropoli Colle Noce”, “La Pietrara”, etc..

Dinanzi a tale evidenza ci si chiede:
PERCHE’?

· una necropoli così importante, composta da circa 200 tombe ed ancora in via di scavo, viene presentata in questo modo poco esaustivo avendo però cura di fornire indicazioni precise circa la posizione?
· non si coglie l’occasione in questi incontri di studio per sottolineare il valore di tali ritrovamenti e promuoverne la valorizzazione?
· non si è mai tutelata in modo adeguato la Villa e i relativi reperti? I mosaici, a quanto sembra, si stanno distruggendo. Chi si assumerà la responsabilità per questo?
· non è stata ancora preparata una conferenza stampa ed un convegno a San Cesareo, pensato appositamente per la presentazione dell’intero complesso archeologico, valorizzandone contemporaneamente l’importanza?
· la pubblicazione della D.ssa Marisa De Spagnolis, all’atto degli scavi responsabile della Soprintendenza Archeologica del Lazio,  non viene diffusa e promossa?
· il complesso non viene presentato e condiviso nelle scuole?
· evitare di citare in ogni possibile occasione il nome ed il valore di questo ritrovamento?
· la soprintendenza, inoltre, cosa sta facendo  per la salvaguardia e valorizzazione di questo importante ritrovamento che, come quello di Ciampino e Valmontone, ricade sotto la giurisdizione dello stesso responsabile e versa nelle medesime condizioni di abbandono?


 Questo il senso di alcune delle domande, poste al termine delle relazioni, alla D.ssa Calandra ed al suo sottoposto (Sig. Betori) che, puntualizzando il loro impegno alla musealizzazione, hanno confermato di non aver competenze in ambito di valorizzazione e, sconcertando tutti per la insensatezza della risposta, hanno suggerito ai cittadini di avvalersi della facoltà di fare accesso agli atti secondo quanto stabilito dalla legge 241/90 sul procedimento amministrativo; come se ciò desse una risposta alle domande di cui sopra.


Ancora una volta, le istituzioni si identificano per la mancanza di disponibilità, trasparenza, democrazia, confronto. 
La risposta, d’altronde, non fa che avvalorare i sospetti che il Comitato nutre ormai da tempo a seguito proprio della lettura della documentazione tecnica ottenuta grazie alla legge di cui sopra e che lascia riecheggiare sempre la stessa domanda:

"Saranno i forti interessi privati presenti nella zona ad impedire l’adeguata promozione di questo importantissimo patrimonio pubblico?"



 ORECCHINI AUREI A CORPO FOLIATO DECORATO DA SMERALDI, COLLANA AUREA, ANELLO AUREO CON CASTONE DACORATO
                                         




ORECCHINI AUREI A CERCHIO CON PENDENTI
 ASSE DI LUCILLA AUGUSTA, FIGLIA DI MARCO AURELIO, UTILIZZATO COME OBOLO DI CARONTE










domenica 23 novembre 2014

RIFIUTIAMOCI



SABATO 29 NOVEMBRE ALLE 14,00 A COLLEFERRO RIFIUTIAMOCI TUTTI INSIEME!!!
BASTA IMPIANTI NOCIVI PER LA SALUTE E PER L'AMBIENTE!
VOGLIAMO RIDUZIONE, RIUSO, RICICLO, RECUPERO, RACCOLTA DIFFERENZIATA, COMPOSTAGGIO DOMESTICO E DI COMUNITA'.

Di seguito il comunicato:
Scendiamo in strada per chiedere una svolta sostenibile che renda giustizia ad una
popolazione vittima di crimini ambientali.
La Valle del sacco non può accettare la costruzione dell’impianto T.M.B. previsto a
Colleferro perché questo progetto, proposto dalla Regione Lazio, dal Comune di
Colleferro e dalla società Lazio Ambiente (ex Gaia), non sarà la soluzione al problema
dei rifiuti.
Questo impianto è una minaccia perché:
Produrrà C.D.R. (Combustibile Derivato da Rifiuto). Questo vuol dire che, se l’impianto
verrà costruito, il C.D.R. prodotto sarà bruciato negli inceneritori di Colleferro, due
ecomostri che non portano alcun beneficio, non riducono i costi della bolletta, non
risolvono il problema dei rifiuti ma causano soltanto malattie e gravi patologie.
Non si può pensare di potenziare o di mantenere attivi impianti del genere dopo le
letture di diversi studi scientifici tra cui il rapporto ERAS (www.Eraslazio.it). “Le
condizioni di salute respiratoria della popolazione si sono ulteriormente aggravate in
seguito all’attivazione dei termovalorizzatori”(Studio Eras p.139).
Produrrà F.O.S. (Frazione Organica Stabilizzata) destinata alla discarica di Colleferro. In
questo caso la discarica non si avvierà mai verso una vera chiusura.
Associazioni, comitati, movimenti, forze politiche e singoli cittadini della Valle del Sacco,
negli ultimi mesi, hanno promosso la campagna “RIFIUTIAMOCI” con assemblee,
banchetti informativi e azioni dimostrative.
La campagna ha inoltre sostenuto la proposta dell’opposizione consiliare di Colleferro,
che punta ad istituire un Referendum cittadino per chiedere l’annullamento della
delibera comunale sul progetto T.M.B.
Esistono soluzioni migliori a quelle che ci vengono proposte e sono ormai applicate in
svariate parti d’Italia.
Chiediamo, quindi, come priorità l'attivazione della raccolta porta a porta in tutti i
comuni gestiti da Lazio Ambiente e l'adozione di strumenti efficaci da attuare sul
territorio, come il compostaggio di comunità e la tariffa puntuale, strumenti capaci di
creare nuovi posti di lavoro e che rendono inutile e dannosa la presenza degli
inceneritori e della discarica.
PARTENZA DEL CORTEO ALLE ORE 14 DALLA SEDE DI LAZIO
AMBIENTE (piazzale della Biblioteca Comunale), via
Carpinetana Sud n.144 (COLLEFERRO)
IL 29 NOVEMBRE NON RESTARE A CASA!
SCENDI IN STRADA! MANIFESTA!


martedì 18 novembre 2014

SEGNALAZIONI AMIANTO

LANUVIO
Continuano ad arrivare le segnalazioni di amianto abbandonato. 
In pochi giorni altre due: la prima riferita a lastre di eternit scaricate nel comune di Lanuvio in Via del Bottino, in prossimità dei cassonetti, ad angolo con Via Stragonello.

La seconda invece riguarda un cassone, sempre del medesimo materiale, depositato a San Cesareo in Via Colle De Fora, dietro l’albero che affaccia su Via San Cesareo.

Seguitiamo ad invitare le cittadine e i cittadini dei Colli Prenestini e dei Castelli Romani a segnalare al Comitato le discariche abusive di amianto rinvenute nei propri territori, con foto ed esatta ubicazione del sito,  all’indirizzo email comitatodifesaterritoriale@gmail.com, aderendo così alla campagna ETERNITY: UN AMIANTO E' PER SEMPRE 

SAN CESAREO

SAN CESAREO

SAN CESAREO


sabato 15 novembre 2014

TRE ANNI NON SONO POCHI!

SITUAZIONE ATTUALE


Questa volta ad avvisarci sono stati i cittadini. 
Questa volta siamo a Valle Martella, frazione di Zagarolo. 
Anche questa volta però parliamo di amianto abbandonato in modo illecito.

La situazione è grave, gravissima. Ormai le segnalazioni sono all’ordine del giorno.

Grave l’inciviltà di molti, ancora più grave se a ciò si aggiunge l’assenza delle amministrazioni.

Quell’amianto che il Comitato oggi ha segnalato alle autorità competenti, giace indisturbato in Via Giusti dal lontano 2011 (almeno). 
Stiamo parlando di tre anni. 
Tre anni trascorsi senza che venisse rimosso e l’area bonificata. 
Tre anni di non risposte. 
Tre anni di degrado. 
Tre anni di deterioramento sotto gli agenti atmosferici. 
Tre anni di polveri nell’aria. 
Tre anni che chi sa, finge di non sapere. 
Già, perché tre anni fa, esattamente il 5 novembre 2011, la presenza di quello stesso amianto, nella stessa via Giusti, nello stesso angolo prossimo alla cabina del gas,  era stata già segnalata dai residenti al Comune di Zagarolo ed all’allora comandante dei Vigili Urbani.

In tre anni probabilmente molte cose sono cambiate, ma non quell’amianto e di certo non la sua pericolosità, più aggravata ancora dall’evidente stato di frammentazione in cui versa oggi il materiale.

Che dobbiamo fare?
Le cittadine ed i cittadini, di certo, finirla con comportamenti illeciti che si ripercuotono sulla salute di tutte/i.
Le amministrazioni, invece, adempiere ai loro doveri ed essere maggiormente presenti sui territori.

Tre anni non sono pochi!

SITUAZIONE ATTUALE



SITUAZIONE AL 5/11/2011
SITUAZIONE AL 6/6/2013


SITUAZIONE AL 17/5/2014