L’intervento della portavoce M5S Senato Laura Bottici al termine della seduta del 22 giugno 2016
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giovedì 23 giugno 2016
VILLA DI CESARE E MASSENZIO: INTERVENTO AL SENATO MOVIMENTO 5 STELLE
L’intervento della portavoce M5S Senato Laura Bottici al termine della seduta del 22 giugno 2016
lunedì 30 maggio 2016
APPELLO MONSIGNOR SIGALINI: LA SOTTOSCRIZIONE CONTINUA
Inviato oggi, 30/05/2016, al vescovo Sigalini l'aggiornamento delle sottoscrizioni ALL'APPELLO.
Siamo giunti ad oltre 120 adesioni tra singoli, associazioni, comitati, partiti e movimenti politici. Ricordiamo che l'appello rimane aperto e che verranno mandati man mano gli aggiornamenti.
E' importante il contributo di tutt*.
Aderisci anche tu!
Compila QUESTO MODULO o scrivi all'indirizzo email comitatodifesaterritoriale@gmail.com
Siamo giunti ad oltre 120 adesioni tra singoli, associazioni, comitati, partiti e movimenti politici. Ricordiamo che l'appello rimane aperto e che verranno mandati man mano gli aggiornamenti.
E' importante il contributo di tutt*.
Aderisci anche tu!
Compila QUESTO MODULO o scrivi all'indirizzo email comitatodifesaterritoriale@gmail.com
lunedì 23 maggio 2016
VILLA DI CESARE E MASSENZIO: APPELLO MONSIGNOR SIGALINI
Siamo giunti alle battute finali.
Nell'ambito della azioni intraprese e da intraprendere per proseguire la battaglia per la tutela e la salvaguardia della Villa di Cesare Massenzio a San Cesareo e per sottrarre la stessa ai vari progetti edificatori che, ormai dal 2010, si sono susseguiti nel tempo, il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani oggi, lunedì 23 maggio 2016, ha inviato un appello al Vescovo di Palestrina, Monsignor Sigalini, affinché rinunci al progetto per costruzione del complesso parrocchiale di San Giuseppe o sposti lo stesso altrove.
Oltre trenta, tra associazioni, comitati, partiti e movimenti politici, i primi firmatari che ringraziamo ancora.
Riportiamo di seguito il testo:
Reverendo Monsignor Sigalini,
la presente per chiederLe, molto semplicemente, di rinunciare alla costruzione del nuovo
complesso parrocchiale di San Giuseppe. Siamo convinti che se San Cesareo necessita di
una nuova chiesa, questa non possa e non debba essere collocata all’interno di un un sito
archeologico importante come quello della Villa Imperiale di Cesare e Massenzio.
Dal 2010 ormai ci trasciniamo dietro l’iter di questo programma edificatorio che sta portando
unicamente al deterioramento dei resti, lasciati in balia dei fenomeni atmosferici dall’epoca
del loro primo ritrovamento.
Rinunci, Monsignore. Rinunci prendendo spunto dalla stessa LETTERA ENCICLICA
LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE .
Monsignore, lanci un messaggio forte a questo paese che sembra ormai voler procedere
nella direzione di uno sviluppo all’insegna di aree industriali, bitumifici e forni crematori.
Renda San Cesareo libero di riappropriarsi della sua storia, della sua arte e della sua
cultura. Ne gioveranno, oltre che le future generazioni, anche il commercio ed il turismo.
Proviamo a pensare insieme un disegno differente per questo paese. Proviamo ad
immaginare un Parco Archeologico inserito all’interno di un possibile percorso della Via
Francigena del Sud o di una pista ciclo pedonale. Proviamo a fantasticare sul prestigio che
ne potrebbe derivare. Proviamoci, Monsignore. La realtà potrebbe non essere così lontana
dalla fantasia. Proviamoci, Monsignore, rinunci al progetto. La Villa di Cesare e Massenzio è
un Patrimonio Comune, appartiene a tutti noi, ai nostri figli, agli italiani, ai turisti, ai cattolici e
non.
Sposti la chiesa, Monsignore, rinunci al progetto.
San cesareo lì
23/05/2016
Comitato di Difesa del Territorio
La Presidente
Elisa Memeo
Di seguito i primi firmatari:
RETUVASA Rete per la Tutela della Valle del Sacco
Collettivo LOVE SAN CESAREO
Movimento 5 Stelle San Cesareo
Comitato ALTERNATIVA SOSTENIBILE
Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’Ambiente di Monte Porzio Catone ONLUS
Gruppo Alba Nuova per Monte Compatri
Associazione NOIOLTRE per Monte Compatri
Associazione 45° PARALLELO
Associazione di quartiere COLLINA DELLA PACE ODV
Comitato NO GRANDE RACCORDO BIS tratto RM-NA/MI-NA
Associazione Culturale SCHEGGE DI COTONE
Associazione MAI SOLI ONLUS San Cesareo
Spazio TIMMAGINI
Comitato per la Bellezza
ITALIA NOSTRA Castelli Romani
Circolo P.R.C. San CesareoColonnaZagarolo
Associazione CIAMPINO BENE COMUNE
GRUPPO ARCHEOLOGICO LATINO Colli Albani Bruno Martellotta
SALVIAMO IL PAESAGGIO Roma e Lazio
Associazione di promozione sociale, culturale e ambientale ASPERO SORDO
Associazione SOCIALMENTEDONNA
Associazione storico culturale CASTELLO DI LUGNANO ONLUS
Associazione LA SPINOSA PER L’AMBIENTE
Associazione LABICOCCA
Collettivo MAMME CREATTIVE
Associazione EQUINCONTRO NATURA
Associazione Culturale IL CANTO DEL DRAGO
RETE DEI CITTADINI per Aprilia
Comitato Genitori H Attivi
Genitori Attivi per la Scuola di San Cesareo
Associazione Volta La Carta
Lasciamo ancora aperto l'appello, riservandoci di inviare al vescovo le future sottoscrizioni man mano che esse arriveranno. Ricordiamo che il complesso imperiale non appartiene solo ai cittadini di San Cesareo, ma è un patrimonio comune e, come tale, può essere difeso e tutelato da associazioni e comitati di qualsiasi parte del territorio.
Se volete sottoscrivere l'appello ed apportare il vostro contributo, potete inviare una mail a: comitatodifesaterritoriale@gmail.com oppure compilare QUESTO MODULO
Grazie
martedì 19 aprile 2016
VILLA DI MASSENZIO E NON SOLO: LA STORIA SI RIPETE
La storia si ripete:
come raccontato in un recente comunicato, abbiamo nuovamente scritto al Ministro Franceschini e, come le volte precedenti, non abbiamo ottenuto risposta; abbiamo nuovamente chiesto di partecipare alla terza conferenza dei servizi e, come le volte precedenti, non abbiamo ottenuto risposta; si è nuovamente svolta la conferenza dei servizi stessa e, come le volte precedenti, il progetto è stato bocciato.
Nessuno risponde ma, a quanto pare, i fatti parlano. E sono i fatti poi a contare. A volte l’impegno paga. Ma è presto per cantare vittoria: a maggio si chiude la partita con la seduta finale.
Ciò che sconcerta, a parte la miopia amministrativa, è la dinamica ripetuta di alcuni comportamenti che si traducono in vere e proprie scelte politiche. Si sceglie, infatti, di praticare la mancanza di trasparenza, il silenzio, l’assenza di dialogo, il lavorio sotterraneo. Si sceglie, come pigra scorciatoia, di non confrontarsi con i cittadini, di non renderli partecipi della vita e delle sorti del proprio territorio. Ma, come spesso accade quando si pretende di fare i conti senza l’oste, il conto poi arriva ugualmente e arriva salato. E si, perchè pur di andare avanti ostinatamente e in sordina, dal 2010 ad oggi, si sta lavorando all’ennessimo progetto per la realizzazione della chiesa sul complesso imperiale di Cesare e Massenzio. E allora la domanda è: ma quanto ci costa tutta questa “progettualità sommersa”? Quanto costerà questo modo di agire? Chi pagherà tali scelte? La domanda è talmente retorica che la risposta è scontata.
E poi abbiamo il forno crematorio.
La Villa di Massenzio, il forno crematorio: due storie apparentemente diverse, accomunate però da precise indicazioni circa lo sviluppo che si vorrebbe imporre al paese che, invece di puntare sulla cultura, sulla storia, sull’archeologia, sul turismo e sul prestigio che potrebbe derivarne, punta sull’industrializzazione, sulla cementificazione, sull’incenerimento. Sempre con l’arroganza di chi ignora i cittadini e la loro opinione. Ma a volte basta una scintilla per far scoppiare l’incendio. E la scintilla, questa volta, è partita dalla confinante Rocca Priora. Si, perchè poi tutto il mondo è paese, e anche l’amministrazione del più alto dei Castelli Romani tentava di realizzare un progetto ad alto impatto ambientale, come la costruzione di un forno crematorio che andasse a servire un bacino di utenza di oltre 5 milioni di abitanti (LEGGI QUI), senza consultare preventivamente gli abitanti. E allora si prende coscienza dell’imminente pericolo anche a San Cesareo e si reclama a gran voce il diritto di potersi esprimere in merito. E la voce si è fatta sentire a tal punto che il sindaco Panzironi si è impegnato pubblicamente a fermare i lavori per la costruzione del forno e ad aprire un tavolo di lavoro che vede coinvolti anche i rappresentanti del neo costituito Comitato contro il forno crematorio.
Ma se, in uno sforzo ottimistico, volessimo vedere il famoso bicchiere mezzo pieno e, sempre rifacendoci alla saggezza dei proverbi popolari, volessimo prendere due piccioni con una fava, perchè, come già si vocifera in paese, non si pensa alla possibilità di utilizzare i locali destinati al forno crematorio, per la realizzazione della nuova chiesa di cui il paese sembra aver bisogno? La nostra è una parentesi provocatoria, ma nel nord Europa, molti sono gli esempi di chiese che, abbinate al locale cimitero, diventano insieme luogo di preghiera, di culto e di aggregazione sociale. Anche questo potrebbe essere un modo per ridisegnare un nuovo modello di architettura e di vita.
Anche questa volta, però, conviene sempre fare i conti con la realtà: nel caso l’amministrazione tornasse veramente indietro e fermasse definitivamente il progetto scellerato, la ditta aggiudicatrice dell’appalto potrebbe richiedere un risarcimento dei danni...Chi pagherà? E ancora la domanda è talmente retorica che la risposta è sempre più scontata.
Insomma si, la storia si ripete, ma qualcuno dovrebbe trarne insegnamento...
sabato 19 marzo 2016
DI NUOVO SULLA VILLA DI CESARE E MASSENZIO
E di nuovo la conferenza dei servizi, la terza, per la Villa di Cesare e Massenzio.
E di nuovo un progetto per la realizzazione del complesso parrocchiale, abbiamo perso il conto di quanti se ne sono susseguiti negli anni.
E di nuovo la nostra richiesta di partecipazione, ai sensi dell’art. 9 della Legge 241/90 che recita: “Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento”, protocollata in data 17/03/2016.
E di nuovo a scrivere, ed a protocollare il 18/03/2016 per la terza volta, una lettera indirizzata al Ministro Franceschini, alle varie sovrintendenze, direzioni generali, ai segretari, sottosegretari, ai vari uffici legislativi, ai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, agli uffici stampa.
Di nuovo a richiamare l’attenzione sui ritrovamenti.
Di nuovo ad evidenziare come i resti siano in completo stato di abbandono.
Di nuovo a chiedere il tavolo di lavoro congiunto.
Di nuovo ad indicare possibili progetti di sviluppo alternativi, come, ad esempio:
la imminente richiesta di costituzione del Parco dell’Agro Romano che, in avanzato stato di progettazione, lambirà il territorio limitrofo;
la disponibilità di finanziamenti regionali per le APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate);
il possibile sviluppo di una pista ciclo-pedonale lungo l’antica linea ferroviaria Roma-Fiuggi, che attraversa la stessa San Cesareo;
il possibile sviluppo della Via Francigena a sud lungo la Via Casilina che attraversa anch’essa la stessa San Cesareo.
E di nuovo a richiedere interventi per
- l'adeguata gestione procedurale dell'intero progetto e l'adeguato impiego delle strutture pubbliche coinvolte;
- lo stato di conservazione dei resti archeologici e in particolare dei mosaici;
- l'avvenuta comunicazione, attraverso gli organi istituzionali ritenuti più opportuni, dello stato di conservazione dei resti archeologici cosi come già richiesto nella nostra del 15/06/15;
- la verifica dei costi di progettazione e dell'eventuale addebito unitario per singolo comune/progetto.
Di nuovo…
Noi non ci stanchiamo, e di nuovo facciamo e continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per tutelare e valorizzare il sito, ma può darsi che, nel frattempo, il Complesso Imperiale, da oltre dieci anni lasciato in balia del tempo, dell’incuria, dell’indifferenza, della superficialità, degli interessi speculativi, si perda tra le ortiche.
E allora, noi tutti avremo perso un bene comune, ma altri dovranno pagarne le conseguenze.venerdì 4 marzo 2016
MOSTRI CREMATORI
Un'area di servizio, un contenitore di tutti gli scarti di Roma, questo sembra essere il progetto costruito a tavolino per la Provincia di Roma, con l'avvallo degli amministratori di zona.
Dalle discariche, agli “eco distretti”, passando per gli impianti a biomassa, a biogas, e poi a biometano, fino ad arrivare al compostaggio industriale, l’attenzione ed il mercato sembrano concentrarsi, ora, sui forni crematori.
Due in progettazione ed uno in fase di realizzazione, il tutto nell’arco di 10 chilometri circa.
Il triangolo della morte.
A Gallicano nel Lazio, precisamente nella tenuta di Passerano, si erge, imponente, il progetto di un mega cimitero da 120.000 loculi con annesso forno crematorio, per un paese che conta appena 6.000 anime.
A San Cesareo, nel mezzo di un imbarazzante quanto programmato silenzio istituzionale, un forno crematorio che brucerà almeno 4 salme al giorno, avendo già superato la conferenza dei servizi, presto sommerà il suo fumo a quello dell’adiacente bitumificio.
Il comune, in un CONSIGLIO COMUNALE molto partecipato, dribbla la richiesta di 3 consiglieri della minoranza relativa ad una doverosa e preventiva consultazione cittadina e, con superbia, affonda il colpo approvando il progetto, camuffandolo sotto le mentite, e oramai troppo soventemente abusate, spoglie dell’opera di pubblica utilità. Ci chiediamo, però, per chi sia la pubblica utilità… Non regge l’ipotesi, a dir poco fantasiosa, lanciata dal sindaco in sede di consiglio, relativa ad un immaginario e immaginifico rilancio turistico del paese. Non regge neppure il sorprendente sogno di dare lavoro al popolo, visto che l’impianto crematorio darebbe impiego solamente a tre tecnici altamente specializzati.
La pubblica utilità non non è scorta da lontano neppure dai cittadini che, battaglieri, si sono presto costituiti in un Comitato Promotore, il cui scopo è la raccolta delle firme necessarie per indire un referendum abrogativo della contestata delibera.
Ancora una volta l’interesse privato sembra avere il predominio e, calando dall’alto come fatto compiuto, si materializza dinanzi ai cittadini che, ancora una volta, si ritrovano a dover difendere il proprio territorio dai molteplici attacchi devastatori. Ancora una volta la mancanza di una progettualità lungimirante e complessiva, rinforzata in questo caso da un pesante vuoto normativo in materia, si prende gioco delle domande che, spontanee, nascono sulla bocca di tutti: a cosa servono tutti questi forni crematori?
I complottisti, questa volta a ragione e con macabra ironia, potrebbero paventare l’imminente scoppio di una terza guerra mondiale, o la rapida diffusione su scala nazionale di una epidemia letale, o chissà cosa ancora.
Quante volte, ognuno di noi, dovrebbe morire per infornare salme nelle fauci dei draghi?
Perché l’unico sviluppo concepibile dai nostri amministratori continua ad essere la raccolta delle briciole lasciate da imprese private siano essi palazzinari, progettisti o fantomatiche e neo costituite società a responsabilità limitata?
Perché, anche in virtù dei finanziamenti disponibili per le APEA (attività produttive ecologicamente attrezzate) non si produce insieme agli stessi cittadini una idea diversa di sviluppo del territorio che ponga in rilievo le bellezze naturali, paesaggistiche, storiche, culturali ed archeologiche?
Perché non vengono considerate le reali esigenze del paese e dei suoi abitanti, ma tutto viene sovradimensionato con lo scopo di fare cassa?
Perché, prima di porre in essere progetti così grandi ed impattanti non vengono consultati i cittadini?
sabato 5 settembre 2015
#NOSPRECOALIMENTARE
Il Comitato di Difesa del Territorio, insieme a molte altre associazioni e comitati del territorio, aderisce ed apporta sostegno all'iniziativa.
Di seguito riportiamo il comunicato e l'invito alla collaborazione:
#NOSPRECOALIMENTARE #INVENDUTOSOLIDALE è un progetto è laico, libero, svincolato da partiti e movimenti politici e dalle logiche che li sottendono; unisce cittadini provenienti da Zagarolo, San Cesareo, Rocca Priora, Cave, Genazzano, Artena e Colleferro (per ora).
#NOSPRECOALIMENTARE nasce nel momento in cui, alcuni di noi, hanno deciso di passare parte del proprio tempo al centro policulturale Baobab di Roma, prestando assistenza volontaria.
Il Baobab è una struttura di accoglienza all'avanguardia gestita, da oltre 10 anni, dagli stessi immigrati, un'ex vetreria che normalmente ospita 215 richiedenti asilo come rifugiati, dotata, inoltre, di una mensa sociale. Da giugno, il Baobab, è in presenza di una forte emergenza umanitaria; nel centro transitano infatti oltre 400 persone che necessitano di tutto, a cominciare dai beni per la prima accoglienza, per finire con abiti, saponi, pasti e tanta umanità. La risposta dei romani è stata, ed è tuttora, molto forte e molto, molto bella, tanta solidarietà e tanta voglia di contribuire alla riuscita di questo esperimento unico nel suo genere. C'è bisogno di tutto però: 400 persone significano 400 colazioni, 400 pranzi, 400 cene, un continuo ricambio di abiti, lenzuola, asciugamani, coperte, acqua, bicchieri, piatti, tovaglioli, carta igienica...tutto.
Da qui, cioè dall’emergenza alimentare del Baobab, si sviluppa il progetto vero e proprio, con la proposta, avanzata ai produttori del Mercato Contadino di Zagarolo, di destinare l’invenduto di fine giornata, l’invenduto solidale appunto, al centro di accoglienza. L’invenduto solidale è rappresentato da tutti quei prodotti che, ancora buoni, non possono però più essere destinati alla vendita e che, grazie all’iniziativa #nosprecoalimentare, trovano una direzione diversa, più intelligente e più virtuosa, del cesto della spazzatura.
L’idea è stata accolta con grande entusiasmo da parte di tutti: dai produttori stessi, dai frequentatori del mercato e dalle istituzioni. La quantità di merce lasciata è stata talmente abbondante da averci lasciato tutti increduli ed emozionati.
Possibile che in questo momento storico sociale, così difficile per molti, ci sia tanto spreco alimentare?
Abbiamo così deciso di rendere quello che era partito solo come un tentativo, un progetto stabile e continuativo, da ripetere ogni domenica al mercato.
Nel punto di raccolta, oltre all’invenduto, riceviamo anche le donazioni che si basano sulla lista delle emergenze che il Baobab, di giorno in giorno, rende note.
Una volta superata l’emergenza Baobab, pensiamo di rivolgerci anche a tutte quelle situazioni di fragilità presenti sul territorio, non come mero assistenzialismo, ma con un progetto dinamico ed interattivo che cerchi di coinvolgere i “fruitori” stessi dell’invenduto, allo sviluppo ed alla crescita dell’iniziativa.
Per ora, praticamente e concretamente, ogni domenica, 2 di noi sono presenti al mercato dalle 10,30 fino alla chiusura, per informare, prendere contatti, raccogliere adesioni e donazioni, mentre altri 2 volontari, arrivano verso le 12,30 per trasportare tutto al Baobab.
Il lavoro da fare è tanto, quasi quanto lo spreco alimentare. Potremmo rivolgerci anche al mercato del sabato o estendere l’iniziativa su altri comuni, ma abbiamo bisogno di crescere anche numericamente.
Se volete contribuire attivamente al progetto, proponendo idee, partecipando ai turni della domenica, prendendo parte alle discussioni e alle decisioni del gruppo, o volete maggiori info, potete segnalarlo scrivendo all'indirizzo email: nosprecoalimentare@gmail.com o venendoci a trovare la domenica.
Vi aspettiamo!
giovedì 7 maggio 2015
RICOMINCIAMO DALLE SCUOLE
Il 6 maggio siamo intervenuti, come membri esterni, all'interno dell' Assemblea d'Istituto del Liceo Scientifico P. Borsellino e G. Falcone di Zagarolo, per raccontare ai ragazzi la storia della Villa di Cesare e Massenzio. E' stata solo la prima di una serie di iniziative che vogliamo intraprendere negli istituti scolastici.
Perchè è proprio da qui che vogliamo ripartire: dalle
scuole, dai giovani, da chi ha capacità di ascolto, ancora poche
sovrastrutture in testa, tanti sogni, speranze e voglia di costruire. Da chi ha
ancora tutto il futuro davanti, da coloro cui il territorio appartiene
veramente.
Vogliamo che questo territorio lo
scoprano, e sappiano che non è fatto solo di discariche e di inceneritori, di
centri commerciali e colate di cemento. Vogliamo che lo vivano, che se ne
innamorino, che non siano costretti a scappare altrove in cerca di alternative.
Questo, il loro territorio, non è votato
all’anonimato, non può diventare una replica all’infinito di strade, capannoni
industriali, nuove palazzine rimaste invendute e diventate subito vecchie, ma è invece ricco di storia, di radici, di bellezze, di
unicità, di tesori.
La Villa di Cesare e Massenzio a
San Cesareo, la sua valorizzazione, l’ipotesi
della sua trasformazione in un vero parco archeologico, il suo possibile
inserimento all’interno di un percorso composto
da tante perle rare, unite, come da il filo di una collana, dalla
ricchezza di ciò che ci è stato tramando, è proprio questo: un futuro
possibile, un riscatto, un’occasione. L’occasione di cambiare direzione e senso
di marcia, verso un’idea diversa di sviluppo, in cui al centro tornino ad
esserci semplicemente le peculiarità e
le vocazioni proprie di ogni luogo.
E
chi dovrebbe coglierla questa occasione se non i giovani? Dobbiamo coinvolgerli ed
informarli di ciò che appartiene anche a loro. Questa è una responsabilità
che ognuno di noi dovrebbe assumersi.
lunedì 13 aprile 2015
DISCARICHE DI AMIANTO
Fino ad alcuni anni fa “andare in
campagna” rappresentava, nella realtà come nell’immaginario collettivo, aria
pura, bei paesaggi, una natura sferzante che dava vigore e forza interiore.
Oggi invece, la percezione visiva e l'effetto interiore che si ricava da quegli stessi
luoghi è, nella maggior parte dei casi, ben altro.
Non passa infatti giorno che, guardandosi intorno, non si
abbia modo di osservare nuove forme che, definire “di vita” rappresenta certamente un eufemismo.
Parliamo ovviamente delle innumerevoli discariche abusive,
più o meno grandi, in cui ci imbattiamo, sia
lungo quelle strade percorse durante una gita fuori porta o
usate per raggiungere un'area picnic, sia abitualmente
nei tragitti di tutti i giorni.
Uno scenario “diversamente mozzafiato” che inibisce ogni
velleità naturalistica e romantica ma, al
contrario, lascia spazio ad un senso di vuoto interiore divenuto ormai
ordinario e che porta alla riflessione di quanto, oltre alla devastazione del
territorio, tutto ciò comporti costi che ricadono quotidianamente sulle spalle della comunità
intera.
Se da un lato questa situazione è frutto della incapacità del governo, locale
o nazionale, di prevenire e punire tali illeciti,
dall'altra vi è la crescente complicità del singolo cittadino che, attivamente
o passivamente, determina questo scempio che, nel migliore dei casi, è rappresentato
da montagne di inerti, ma che sempre più
spesso presenta anche tracce di materiali
tossici come il ben noto amianto.
E' proprio a seguito della sempre più frequente presenza di amianto, che il Comitato di Difesa
del Territorio – Colli Prenestini e Castelli Romani ha da tempo intrapreso una
iniziativa tesa ad evidenziare e segnalare le innumerevoli discariche abusive,
ponendo particolare attenzione proprio all’eternit, comunicandone la presenza alle autorità competenti e monitorandone le
operazioni di bonifica.
Solo nell’ultimo periodo sono stati infatti
segnalati abbandoni illeciti a San Cesareo:
| San Cesareo Via Colle di Fuori |
a Montecompatri:
![]() |
| Montecompatri Via Casilina Cava di Laghetto |
a Zagarolo:
![]() |
| Zagarolo Via Dei Cavoni |
![]() |
| Zagarolo Via Dei Cavoni |
![]() |
| Zagarolo Via Prenestina Nuova |
a Genazzano:
![]() |
| Genazzano presso Mola Dei Piscoli |
ancora a Cave:
![]() |
| Cave Via Della Ripa |
e a Rocca di Papa:
![]() |
| Rocca di Papa Via dei Principi |
Il problema dell'amianto merita un’attenzione particolare,
infatti si sollecita da tempo una soluzione, anzi una normativa,
adeguata. Dopo anni in cui l’eternit
veniva proposto e pubblicizzato come materiale economico e facile da
utilizzare, successivamente, scopertone le controindicazioni, il legislatore ha dato vita ad una legge che ne vieta la produzione, la commercializzazione e l'importazione, senza però obbligarne la dismissione
e senza prevedere quanto necessario per la messa in sicurezza del
materiale in circolazione, scaricando inoltre
l'onere di bonifica ai singoli cittadini.
Un atteggiamento che evidenzia, una volta di più,
l'irresponsabilità di chi si è susseguito negli anni al governo del nostro
paese e che, consapevole dei danni che l’amianto
arreca alla salute, non vi ha
posto ancora oggi rimedio, malgrado la tecnologia suggerisca soluzioni, più o meno definitive, sufficientemente economiche ed eco compatibili, come ad esempio il PRE BOX dei fratelli Antonini o il brevetto della CHEMICAL
CENTER SRL
Il Comitato di Difesa del Territorio – Colli Prenestini e
Castelli Romani, nel rilanciare la campagna ETERNITY:UN AMIANTO E' PER SEMPRE, invita i cittadini alla partecipazione attiva in
difesa del territorio, quale elemento determinante per il recupero di una sana qualità della
vita e sollecita le autorità locali, regionali e nazionali affinché si
impegnino nell’identificare una normativa che sia anche
di incentivo e di aiuto economico reale per i cittadini impegnati nella
bonifica e nel corretto smaltimento
del materiale
Per entrare in contatto con il Comitato di Difesa del
Territorio o per segnalare la presenza di discariche abusive scrivi a:
lunedì 9 febbraio 2015
VIDEO ASSEMBLEA PUBBLICA "TESORI NASCOSTI"
Proponiamo il video dell'assemblea pubblica "Tesori nascosti" tenutasi sabato 24 gennaio presso l'Auditorium Comunale di San Cesareo.
Interventi di:
IVANO BRUNO del Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani;
MARINA VENERI del Movimento Ciampino Bene Comune;
EMILIO FERRACCI archeologo;
PAOLO BERDINI urbanista.
In collaborazione con:
Retuvasa
I Love San Cesareo
Italia Nostra Castelli Romani
mercoledì 28 gennaio 2015
VILLA DI CESARE E MASSENZIO: STOP AI LAVORI! QUELLA CHIESA NON S'HA DA FARE
Dopo proteste, presidi, memorie, lettere ed esposti,
convegni, incontri e una costante informazione verso i cittadini, il Comitato
di Difesa del Territorio raggiunge oggi un obbiettivo importante per il quale
ha lottato tanto, da lungo tempo e con molta energia. La difesa di quello che
dovrebbe essere un patrimonio nazionale, cercando di allontanare progetti di
edilizia di “pubblico interesse” e privata che avrebbero gravato sull'area
della villa imperiale di epoca Romana che fu di Cesare e successivamente di
Massenzio, a San Cesareo.
Una vittoria che non è solo degli appartenenti al Comitato
ma una vittoria di tutti e soprattutto della cultura italiana e di quanti
credono nella tutela e la valorizzazione di quelli che sono i veri beni di
questo Paese. La ricchezza vera della comunità che, se utilizzata, può essere
una strada per un rilancio economico diverso.
Arriva oggi finalmente il parere negativo della
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di
Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, in riferimento alla realizzazione del
complesso Parrocchiale di San Giuseppe. L’intervento andrebbe infatti a
ricadere in area tutelata per legge.
Viene tra l'altro imposta una fascia di rispetto di 100
metri intorno ai ritrovamenti. Vengono inoltre imposti saggi e scavi preventivi
prima di ogni eventuale ed ipotetica autorizzazione alla costruzione di nuovi
manufatti.
Le motivazioni dei vincoli imposti risiedono nel fatto che
l’intervento comporterebbe un rilevante impatto paesaggistico negativo rispetto
al contesto interessato. A sottolineare l'inedificabilità di opere su tali
reperti, arriva anche la nota della Direzione Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici del Lazio che, facendo proprie le motivazioni del diniego della
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di
Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, esprime, anch’essa, parere negativo.
Si nota con piacere anche la risposta della Soprintendenza
alla lettera che il Comitato, in data 22/12/2014, ha indirizzato al Ministro
Franceschini e collaboratori. Nella missiva a firma della Dott.ssa Calandra,
soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, in cui si ribadisce il diniego
ufficiale all’autorizzazione per la realizzazione del complesso Parrocchiale,
si legge anche un impegno formale relativo alla richiesta di un finanziamento
per la salvaguardia dei resti.
Raggiungere questo risultato non è stato facile e la
battaglia non è ancora finita. Giunge oggi un'apertura al dialogo da parte del
Comune di San Cesareo verso le proposte del Comitato. Meglio tardi che mai,
direbbe qualcuno, anche se in realtà un dialogo lo si cerca dal lontano 2013.
Lo scopo era quello di creare un percorso più partecipato, così da giungere a
delle soluzioni e ad una progettualità capace di guardare a lungo raggio, al
futuro, e non solamente ad un miope interesse immediato.
Intanto però, il Comitato non può fare a meno di notare che
ancora non arrivano da parte delle istituzioni interessate e dal Comune stesso,
risposte a delle formali richieste formulate nei termini di legge.
Il percorso quindi non è ancora concluso. Resta da colmare
il vuoto di un vincolo indiretto, imposto per legge, ma non ancora apposto;
resta da verificare il definitivo ritiro del progetto riguardante la
lottizzazione privata; resta la salvaguardia e la messa in sicurezza di ciò che
rimane degli incredibili mosaici rinvenuti, valutarne il reale stato di
conservazione o di abbandono e di conseguenza capire i costi per una loro
riqualificazione. Vanno inoltre identificate le responsabilità che hanno
portato alla perdita di un capitale storico come i mosaici stessi, nel caso
risultino deteriorati. Va immaginata inoltre la creazione e la realizzazione di
un progetto condiviso e compartecipato con i cittadini, che veda finalmente il
complesso imperiale come polo di interesse
culturale, storico ed artistico, in grado di restituire lavoro, dignità
e valore al territorio.
giovedì 15 gennaio 2015
TESORI NASCOSTI
La
Villa di Cesare e Massenzio a San Cesareo: patrimonio comune da difendere e
valorizzare
per
una idea diversa di sviluppo del territorio.
Per informare di quanto accade intorno a noi:
il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani
invita la cittadinanza tutta all’incontro pubblico “TESORI NASCOSTI-le radici
del nostro futuro”, il giorno sabato 24 gennaio alle ore 16,00 presso
l’Auditorium Comunale di San Cesareo, Viale Dei Cedri, 10.
Quotidianamente calpestiamo,
denigriamo e, spesso, umiliamo quello che potrebbe rappresentare per tutti noi
una delle fonti economiche primarie: il nostro patrimonio archeologico e con
esso quello storico, artistico e culturale che, da sempre, fanno dell’Italia un
paese unico ed apprezzato in tutto il mondo.
Un paese che a colpi di abusi
edilizi, di un’ assidua devastazione del territorio, di un concetto di sviluppo
rilevatosi ormai a vantaggio esclusivo di pochi e di una globalizzazione che
appiattisce le abitudini e le differenze culturali tra i popoli, si sta
sgretolando e rischia di essere a breve svenduto a due soldi al mercato delle
pulci.
E’ ora di rivedere il programma
di sviluppo complessivo, ripartendo da
quelle realtà piccole, ancora in quota parte vergini e collegate ai grandi
centri urbani, che debbono trovare o ritrovare una propria caratterizzazione
economica e culturale.
E’ quanto avviene a San Cesareo,
alle porte di Roma, con i ritrovamenti della Villa di Cesare e Massenzio. Qui,
già dal 2010 la mobilitazione spontanea dei cittadini, aggregatisi in seguito intorno
alle iniziative del Comitato di Difesa del Territorio dei Colli Prenestini e
dei Castelli Romani, ha consentito di
bloccare l’ennesimo progetto di edificazione che riduceva i resti di un
importante complesso imperiale ad elemento di corredo di un edificio di culto e
di un complesso residenziale.
Per parlare di questa realtà e di
altre limitrofe che vivono la stessa condizione, il comitato di Difesa del
territorio dei Colli Prenestini e dei Castelli Romani organizza per
sabato 24 gennaio alle ore 16,00
c/o
l’auditorium comunale di San Cesareo in V.le dei Cedri 10
l’ incontro pubblico “TESORI NASCOSTI – le radici del nostro futuro” dove, grazie anche
alla partecipazione di Paolo Berdini (urbanista) ed Emilio Ferracci (archeologo)
andremo a riscoprire quali sono i veri tesori di questo territorio e quali le
potenzialità del suo sviluppo.
Con la partecipazione del Comitato Ciampino Bene Comune.
In collaborazione con: “RETUVASA-Rete per la Tutela
della Valle del Sacco” “I Love San Cesareo” “Italia Nostra Castelli Romani”.
domenica 11 gennaio 2015
DA LANUVIO A CAVE PASSANDO PER SAN CESAREO: CONTINUA L'ABBANDONO ILLECITO DI AMIANTO
A circa due mesi di distanza dall'avvio della campagna ETERNITY: UN AMIANTO E' PER SEMPRE, proseguono le segnalazioni dei cittadini per l'abbandono illecito di amianto.
Vi proponiamo un breve excursus di quanto accaduto in questo periodo.
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| ZAGAROLO, VALLE MARTELLA |
Il 14 novembre 2014 abbiamo segnalato al comune di Zagarolo la presenza di lastre di cemento amianto presenti a VALLE MARTELLA dal lontano 2011. Il comune ha provveduto alla rimozione nel mese di dicembre.
Il 17 novembre, sempre con la collaborazione dei cittadini residenti, ci siamo spostati a LANUVIO, per segnalare lastre di cemento amianto in Via del Bottino. Rimozione effettuata dall'amministrazione.
| SAN CESAREO, VIA COLLE DE FORA |
Con l'inizio del nuovo anno, siamo tornati a Lanuvio, questa volta in Via Valle Verta, per la denuncia - effettuata il 2 gennaio - ancora una volta, di un cassone abbandonato.
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| LANUVIO, VIA VALLE VERTA |
La prima in via Cesiano
La seconda in Via Matteuzzo
E la terza in Via Spirito Santo.
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| CAVE, VIA MATTEUZZO |
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| CAVE, VIA SPIRITO SANTO |
Questa la MAPPA aggiornata delle discariche abusive di amianto.
Quanto ancora vogliamo vederla crescere? Quanto veleno ancora dovremo respirare? Quando impareremo un pò di senso civico e il rispetto per l'ambiente? E quando verranno prese, al livello comunale, regionale e nazionale, delle misure che aiutino economicamente e burocraticamente i cittadini nel corretto smaltimento di questo materiale così pericoloso?
Per le vostre segnalazioni, potete scrivere, inviando foto ed esatta ubicazione del luogo, a: comitatodifesaterritoriale@gmail.com
Per le vostre segnalazioni, potete scrivere, inviando foto ed esatta ubicazione del luogo, a: comitatodifesaterritoriale@gmail.com
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