mercoledì 15 ottobre 2014

ANCORA AMIANTO

Ancora amianto abbandonato illegalmente nei nostri territori: questa volta la piccola discarica si trova nel piazzale del cimitero di Colle di Fuori. 
Chi lo ha scaricato, avrà forse pensato che lasciandolo vicino ai morti potesse essere meno dannoso per i vivi?
In data 15/10 abbiamo  inviato la segnalazione al comune di Rocca Priora, all'Ente Parco, al Corpo Forestale dello Stato, alla A.S.L. ed ai carabinieri, chiedendo l’immediata rimozione dei rifiuti; la bonifica dell’area; l’adozione di strategie atte alla prevenzione del fenomeno.
In attesa di riscontri, continuiamo a monitorare.










giovedì 9 ottobre 2014

BLOCCA LO SBLOCCA ITALIA

15 E 16 OTTOBRE PRESIDIO DI CITTADINI, ASSOCIAZIONI E COMITATI A MONTECITORIO





BLOCCA LO SBLOCCA-ITALIA”, DIFENDI LA TUA TERRA!
PARTECIPA ALLA CAMPAGNA CONTRO IL DECRETO CHE DISTRUGGE IL BELPAESE

MERCOLEDÌ 15 E GIOVEDÌ 16 OTTOBRE MATTINA A ROMA DUE GIORNI DI PRESIDIO
DI COMITATI E CITTADINI DAVANTI AL PARLAMENTO.

MANDA UN'EMAIL DI DISSENSO AI PARLAMENTARI DA MARTEDI' 7 OTTOBRE.

L'APPELLO
Un attacco all’ambiente senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso. Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani. È un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio. Basti pensare che il Governo Renzi rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento,  Amalfi e la costiera Cilentana, dell'omonimo Parco Nazionale.
Si arriva al paradosso che le produzioni agricole di qualità, il nostro paesaggio e i tanti impianti e lavorazioni che non provocano inquinamento, compresi quelli per la produzione energetica da fonti rinnovabili quando realizzati in maniera responsabile e senza ulteriore consumo di territorio, non sono attività strategiche a norma di legge. Lo sono, invece, i pozzi e l'economia del petrolio che, oltre a costituire fonti di profitto per poche multinazionali, sono causa dei cambiamenti climatici e di un pesante inquinamento.
Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia. Eppure l’industria petrolifera non ha portato alcun vantaggio ai cittadini ma ha costituito  solo un aggravamento delle condizioni sociali ed ambientali rispetto ad altre iniziative legate ad un’economia diffusa e meno invasiva.
Nel Decreto la gestione dei rifiuti è affidata alle ciminiere degli inceneritori, mentre l’Italia dovrebbe puntare sulla necessaria riduzione dei rifiuti e all'economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse. Tanti comuni italiani hanno raggiunto percentuali del 70-80% di raccolta differenziata coinvolgendo intere comunità di cittadini. Bruciare i rifiuti significa non solo immettere nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri dannose alla salute e all’ambiente ma trasforma in un grande affare, concentrato in poche mani, quello che potrebbe essere una risorsa economica per molti.
Le grandi opere con il loro insano e corrotto “ciclo del cemento” continuano ad essere il mantra per questo tipo di “sviluppo” mentre interi territori aspettano da anni il risanamento ambientale. Chi ha inquinato deve pagare. Servono però bonifiche reali, non affidate agli stessi inquinatori e realizzate con metodi ancora più inquinanti; l'esatto opposto delle recenti norme con cui si cerca di mettere la polvere tossica sotto al tappeto. Addirittura il “sistema Mose” diventa la regola, con commissari e “general contractor” che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese, partendo da Bagnoli.
Questo Decreto anticipa nei fatti le peggiori previsioni della modifica della Costituzione accentrando il potere in poche mani ed escludendo le comunità locali da qualsiasi forma di partecipazione alla gestione del loro territorio..
Il provvedimento si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano complessivo di privatizzazione e finanziarizzazione dell'acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la legge di stabilità.
Riteniamo che il Parlamento debba far decadere le norme di questo Decreto chiarendo che le vere risorse strategiche del nostro paese sono il nostro sistema agro-ambientale con forme di economia diffusa, dal turismo consapevole all’agricoltura, dalle rinnovabili diffuse alle filiere del riciclo e del riutilizzo. Contrastare questo Decreto è un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche.

COSA PUOI FARE DA CITTADINO, COMITATO O ASSOCIAZIONE?

PARTECIPARE AL PRESIDIO A ROMA
Partecipare al presidio a Roma a Piazza Montecitorio, un sit-in “a staffetta” tra cittadini che difenderanno la loro terra per i giorni:
MERCOLEDI' 15 OTTOBRE, ore 10-14
GIOVEDI' 16 OTTOBRE, ore 10-14 


 


INVIARE UN'EMAIL “BLOCCA LO “SBLOCCA-ITALIA” A PARTIRE DA MARTEDI' 7 OTTOBRE ai parlamentari - link: www.acquabenecomune.org per testo ed indirizzi dei parlamentari.









PER ADESIONI DI ORGANIZZAZIONI E INFORMAZIONI: nosbloccaitalia@gmail.com


Prime adesioni: Coordinamento nazionale NO TRIV, Forum Italiano Movimenti per l'Acqua Coordinamento Nazionale Siti Contaminati; Abruzzo Social Forum; Forum Abruzzese Movimenti per l'Acqua; Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Associazione A SUD; Stop Biocidio Lazio; Taranto Respira; Peacelink; WWF Taranto; NO Carbone Brindisi, Confederazione COBAS, Ambiente e Salute nel Piceno; Comitato Stoccaggio Gas S. Martino (CH), Comitati Cittadini per l'Ambiente di Sulmona; Associazione Nuovo Senso Civico; Comitato No TAP; Coordinamento nazionale No Triv-sez Basilicata; Coordinamento Regionale Acqua Pubblica di Basilicata; Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero; Onda rosa, comitatino di mamme e donne del centro olio (ENI) di Viggiano; No Triv Sannio, Altragricoltura, Comitato per la Difesa delle Terre Joniche, Rete Forum Ambientale dell'Appennino; Comitato No Powercrop Avezzano (AQ), Circolo culturale "Ambientescienze" – Cremona; Comitato No al Petrolio nel Vallo di Diano (SA), Comitato "No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili", Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni (Tortoreto, TE), Comitato Opzione Zero - Riviera del Brenta, Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro Storico di Brescia, Forum Ambientalista di Grosseto, Associazione Made in Taranto, Ola (Organizzazione lucana ambientalista), Rete dei comitati in Difesa del Territorio, Medicina Democratica Onlus, Associazione AmbienteVenezia, Cambiamo Abbiategrasso, Circolo culturale "AmbienteScienze" di Cremona, Comitato NO Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera, Comitato sardo Gettiamo le Basi, Radio AUT per l'antimafia sociale, Comitato NOil Puglia, Rete della Conoscenza, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Comitato SpeziaViaDalCarbone (La Spezia), WWF Potenza e Aree Interne, MEDITERRANEO NO TRIV, Comitato Verità per Taranto, Comitato 12 giugno Familiari delle vittime del lavoro di Taranto,  Associazione ambientalista “Clan-Destino O.N.L.U.S.”, Ass. Ravenna virtuosa, A.N.P.I. Sezione di Nova Milanese (Monza e Brianza), Assotziu Consumadoris Sardigna – Onlus. Comitato NO TUNNEL TAV Firenze, Ecoistituto del Veneto "Alex Langer", AmicoAlbero – Venezia, Movimento dei Consumatori, Collettivo Nonviolento Uomo Ambiente della BASSA - RE- Guastalla, L.O.C. - Lega Obiettori di Coscienza alle spese militari e nucleari, Milano, Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua, Brindisi Bene Comune, ATTAC Italia; Associazione ZeroWasteLazio, Associazione Alternativa@Mente, Rete Campana della Civiltà del Sole e della Biodiversità, Coordinamento regionale dei comitati NoMuos, Osservatorio sulla Repressione, Fondazione Lorenzo Milani, Associazione RAP Molise, Coordinamento No Triv - Terra di Bari, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Mountain Wilderness Abruzzo; Associazione TILT!; Coordinamento Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia; Legambiente Italia; Comitato FuoriPista; Associazione Bianchi Bandinelli; Forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori; Rete civica italiana; Consiglio Metropolitano Partecipato; Era Onlus - Associazione Radicale Esperanto; Laboratorio sociale "La città di sotto" – Biella; Associazione Rita Atria; L'Albero Vagabondo; Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti; Fronte Sannita per la Difesa della Montagna; Forum Paesaggio Marche; perUnaltracittà-laboratorio politico Firenze; Associazione Oltre La Crescita; Comitato San Giorgio a Cremano; Coordinamento lavoratori autoconvocati - contro la crisi; Comitato La Difesa di Civitaluparella (CH); Fondazione Capta onlus; CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali); Ass InFormazione InMovimento Legnano; Salviamo il Paesaggio Legnano Villa Cortese San Giorgio su Legnano e Canegrate; Movimento Legge Rifiuti Zero Legnano Altomilanese; Acqua Bene Comune per Legnano Altomilanese; Attac Legnano; Quorum Zero Piu Democrazia per Legnano AltomilaneseConsulta per l'Ambiente di Ferentino; Associazione di Bed and Breakfast "Parco Maiella Costa Trabocchi" – Abruzzo; Action; CSOA La Strada; Federazione nazionale Pro Natura; WWF Forlì; Comitato Difensori della Toscana; Associazione”un Ponte per”; Movimento nazionale "Legge Rifiuti Zero"; Greenpeace Italia; Assise di Bagnoli; Associazione Vivai ProNatura; Associazione Ecomuseo Borgo La Selva (Casole d'Elsa, Siena); Pro Natura Abruzzo; Comunità Emmaus Ferrara;  Pro Natura Torino; Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani; Comitato InBosa; Comitato acquabenecomune Planargia Montiferro; Associazione "La Casa del Nespolo; Coordinamento Comitati Fuochi, Comitato NoTriv Val di Noto, Animalisti Italiani, Associazione LEM Italia, Coord. Agro Romano Bene Comune, Terra Nuova, mensile di ecologia, Centro Donna di Grosseto, ATTAC Grosseto, Associazione "Comitato SOS275", ISDE Campania, Comitato cittadini liberi della Valle Galeria di Roma – Malagrotta, Comitato di quartiere Roma (ex) XVI Pisana Estensi, Coordinamento Comitati Sardi, WWF Villorba (TV) Confederazione Sindacale Sarda-CSS; Associazione Posidonia Porto Venere  (La Spezia); Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Pesaro-Urbino; Coordinamento provinciale Acqua Bene Comune ATO 1 Marche nord;  Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio ONLUS; Associazione Comitato quartiere Villanova di Falconara Marittima (AN); ONDAVERDE ONLUS - Movimento ecologista di Falconara Marittima (AN); Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante; Rete STOP BIOCIDIO Campania; Comitato Difesa Ambiente e Territorio di Spinea; Coordinamento Associazioni Area Grecanica - No Carbone;  ISDE Medici per l'Ambiente Sezione di Napoli; Habitat World; Biennale habitat; Comitato contro l'autostrada Orte-Mestre, TR e provincia; Comitato Ferrara Città Sostenibile; Fondo anti diossina Taranto ONLUS; Associazione Musicale "La Chitarra di Massimo"; Gruppo spontaneo No Triv Salute e Ambiente – Cento"; Presidente Equorete, network dell'Ecologia Social; Comitato Acqua Bene Comune di Sala Consilina (Sa); Cagliari Social Forum; Comitato Ambiente Salute e Territorio (CAST Abruzzo), Associazione di quartiere Casalottilibera APS; Associazione Nazionale Comuni Virtuosi.

venerdì 3 ottobre 2014

IL VALORE DELLA DIFFERENZA





Sabato 11 ottobre  alle ore 17,00, presso l'Auditorium comunale di San Cesareo -v.le dei Cedri, 10- il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani, e l'Associazione I love San Cesareo, invitano  cittadine\i, amministratrici\ori, associazioni e comitati all’incontro pubblico “IL VALORE DELLA DIFFERENZApaese che vai, differenziata che trovi, tasse che paghi.

Per un futuro migliore e sostenibile, cogliendo opportunità e possibilità per l'intero e corretto ciclo della gestione dei rifiuti; per conoscere altre realtà da guardare, ascoltare e seguire come esempio, per aumentare la sensibilità e la partecipazione verso gli argomenti affrontati.

Ospiti dell’iniziativa:

Ezio Orzes: Assessore alle politiche ambientali di Ponte nelle Alpi;

Occhio del Riciclone: Centro di Ricerca Internazionale che studia modelli di gestione dei rifiuti in modo da incentivare il riuso e il riciclo;

Fabrizio Profico: Assessore all’ambiente del comune di Ariccia;

Durante l’incontro verrà proiettata la video intervista sul compostaggio di comunità.



martedì 23 settembre 2014

VILLA DI CESARE E MASSENZIO: MA LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI?

Nel ringraziare tutti coloro che, non solo da San Cesareo, ma anche da Palestrina, Colleferro, Zagarolo e Gallicano, hanno raccolto l’invito, diffuso nei giorni scorsi, a partecipare al piccolo ma sentito presidio sotto il comune di San Cesareo in occasione della conferenza dei Servizi sulla Villa di Cesare e Massenzio, vorremmo puntare l’attenzione su alcuni fatti di importanza non trascurabile.

Va sottolineata innanzitutto la mancanza di trasparenza e democrazia che le nostre amministrazioni non perdono mai occasione di mettere in luce: la nostra richiesta di partecipazione alla conferenza come uditori, è stata infatti verbalmente respinta adducendo la motivazione della natura prettamente ed esclusivamente tecnica della conferenza stessa, alla quale noi, in qualità di portatori di interessi diffusi e non di tecnici del settore, non siamo stati ammessi.

Per questo siamo in attesa di un formale riscontro scritto, ma è bastato un breve consulto per constatare che la legge non è uguale per tutti. Infatti, tra i partecipanti alla riunione, risultavano ancora presenti un prelato ed un costruttore, che nulla hanno a che fare con le funzioni tecniche delle amministrazioni chiamate ad esprimere un parere sul progetto.

Malgrado l’evidenza, si sono resi necessari ben due interventi da parte delle forze dell’ordine per garantire che la legge fosse rispettata e far si che l’amministrazione definisse se i portatori di interessi potessero partecipare o meno alla riunione.

Come al solito, anche in questo caso, si fa discriminazione tra “portatori di interessi diversi”, tentando di allontanare chi ha messo in evidenza la volontà di rendere il ritrovamento cortile e lustro per pochi , di come sia stata indetta una conferenza di servizi per  un “progetto definitivo” per il quale però, non sono mai stati ultimati gli scavi di sondaggio, non è stata inoltrata agli organi competenti la documentazione utile ad una corretta  valutazione dell’opera e, cosa ancor più grave, non si è provveduto a preservare l’integrità di questo ritrovamento ritenuto dagli esperti unico al mondo.

E’ stata inoltrata richiesta del verbale della riunione dal quale potremo ricavare le informazioni necessarie per capire quali siano le sorti della Villa e quali i pareri ancora mancanti.

Per ora, ascoltando le parole di chi ha possibilità di accedere agli scavi - il costruttore - e di qualche tecnico al termine della conferenza - gli archeologi - siamo riusciti a capire che lo stato dei reperti è in fase di deterioramento e che non è possibile traslare la chiesa in altra zona - scopriremo leggendo il verbale per quale motivo - ed inoltre  che, prima di ogni eventuale messa in opera del progetto, sarà necessario procedere con ulteriori sondaggi anche nella parte su cui insiste il Complesso Parrocchiale, come nell’area interessata dai resti della via Labicana e dalle numerose tombe romane.

Offende e sconcerta la mancata assunzione di responsabilità di molti degli attori di questa vicenda - come imprenditori o amministratori – che finiscono nell’ attribuire le colpe dell’attuale e continuo degrado dell’area archeologica, ai cittadini che in questi anni, con le proprie osservazioni e puntualizzazioni, hanno ostacolato e ritardato la realizzazione del progetto.

Desta preoccupazione che, nell’ostinazione con cui si procede ormai da molto tempo nel voler costruire un complesso parrocchiale e palazzine di dubbia utilità nella immediata prossimità del ritrovamento, laddove la ripetuta mancata  acquisizione dei permessi necessari avrebbe dovuto indurre il buon senso comune a desistere dall’intera operazione, abbia invece fatto perdere di vista ai vari responsabili, il vero soggetto interessato: il polo archeologico che, nella fragilità dei suoi reperti, sottoposti da anni alle intemperie, rischia un irreversibile deterioramento.

Ci chiediamo a questo punto quale sia la vera volontà e il vero interesse verso questo -per noi cittadini- inestimabile ritrovamento.


giovedì 18 settembre 2014

RICHIESTA PARTECIPAZIONE CONFERENZA DEI SERVIZI


Il Comitato di Difesa del Territorio, in quanto portatore di interessi diffusi, ai sensi dell'art. 9 della Legge 241/90,  ha presentato domanda di partecipazione alla Conferenza dei Servizi per la Villa di Cesare e Massenzio, prevista in data 23 settembre.
A prescindere dalla risposta che daranno alla nostra richiesta, diamo appuntamento alle ore 9,30 davanti al comune di San Cesareo, a tutti coloro credono che un patrimonio di tutti non possa e non debba diventare un cortile per pochi.
Noi saremo presenti con uno striscione prima che inizi la conferenza, vi invitiamo a fare altrettanto con cartelli, manifesti o anche solamente con la vostra presenza, per affermare insieme la volontà di fermare la cementificazione di questo meraviglioso ed importantissimo ritrovamento.
La Villa di Cesare e Massenzio appartiene a tutti noi! 

Questo il testo della richiesta


Al Sindaco del Comune di San Cesareo
Al Segretario Generale Avv. Alfonso Migliore
Al Responsabile del Settore IX
Arch. Vincenzo Maia


OGGETTO: Richiesta di partecipazione alla Conferenza dei Servizi convocata da questa amministrazione per il giorno 23 settembre c.m. concernente “Realizzazione del nuovo complesso parrocchiale di San Giuseppe.
Integrante P.I.N. “La Pietrara“ - Area Archeologica vincolata ”Villa di Cesare e Massenzio”

Lo scrivente Comitato chiede di partecipare come portatore d’interessi diffusi, in qualità di uditore, ai sensi dell’art. 9 della Legge 241/90 che recita: “Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento”, alla Conferenza dei Servizi convocata da questa amministrazione per il giorno 23 settembre, presso gli uffici del Settore IX del Comune di San Cesareo.
Ricordiamo che in data 14/08/2013 il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini – Castelli Romani ha presentato regolare osservazione al progetto P.I.N. “La Pietrara” senza aver avuto circostanziati chiarimenti scritti sulla nuova disposizione dell’insediamento, ma un semplice verbale diniego.


Confidiamo nei Vostri principi di trasparenza e partecipazione.

San Cesareo

18/09/2014



Qui le osservazioni presentate il 14/08/2013
http://comitatodifesaterritoriale.blogspot.it/2014/09/osservazioni-cesare-e-massenzio.html

qui la pubblicazione della conferenza
http://comitatodifesaterritoriale.blogspot.it/2014/09/il-lupo-non-perde-il-pelo-e-neanche-il.html

e qui la petizione da firmare
http://comitatodifesaterritoriale.blogspot.it/2014/08/villa-di-cesare-e-massenzio.html


OSSERVAZIONI CESARE E MASSENZIO

Al Comune di San Cesareo
Piazzale dell’Autonomia, 1
00030 San Cesareo (Roma)
PEC: segreteriasancesareo@pec.provincia.roma.it
alla cortese attenzione di:
- Sindaco
- Pres. del Consiglio Comunale - tutti gli Assessori e Consiglieri Comunali
p.c. Min. Beni ed Attività Culturali Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio MAIL: sba-laz@beniculturali.it


OGGETTO: Delibera Comunale n.11 del 09/04/2013 relativo il Piano di Intervento Urbanistico denominato “La Pietrara” e valorizzazione del sito archeologico rinvenuto nell’area di pertinenza.

Preso atto della delibera in oggetto, ai sensi della legge 179/92 e contestuale adozione di variante urbanistica, il Comitato di Difesa del Territorio sottopone alla vostra attenzione le proprie osservazioni ed opposizioni.

PREMESSA:
la evidente volontà di espansione residenziale del comune di San Cesareo;
- la necessità d riqualificazione dell’area e connessione tra l’area di residenza popolare di recente costruzione ed il centro urbano;
- l’esubero di unità abitative nel suddetto comune e nelle aree limitrofe;
- la crisi economica ed edilizia corrente nel nostro paese;
- l’interesse della CEI nell’attuazione del progetto e realizzazione di un nuovo luogo di culto.

VISTA:
- la diffusa letteratura che sin dall’antichità definisce questa come zona di forte interesse storico-archeologico;
- la scoperta anche in tempi recenti di importanti ritrovamenti anche lungo quella che venne poi definita la Via Labicana che, attraverso l’asse viario proveniente da Montecompatri arrivava sino a Palestrina attraversando quello che è oggi il centro di San Cesareo;
- l’importanza che, ai sensi dell’art.10 comma 3 lettera a) del D.L. del 22 gennaio 2004, detti resti rivestono;
- la scarsa attenzione data sino ad oggi all’immenso patrimonio archeologico presente sul territorio del Comune di San Cesareo che, congiuntamente a quello di Palestrina, Gallicano,Tivoli e la presenza di diversi altri punti di forza potrebbe dare luogo ad un significativo polo turismo alternativo ad una capitale in grado di cambiare l’assetto economico-sociale di San Cesareo;
- l’evidenza che la zona di interesse riguardante la Villa che fù di Cesare e successivamente di Massenzio sia decisamente più ampia di quella sin qui vincolata a seguito dei saggi archeologici effettuati negli scorsi anni.

SI OSSERVA CHE:
- dato quanto sin qui premesso e quindi l’importanza del progetto in analisi, si ritiene sottovalutata l’importanza di un adeguato confronto pubblico con la cittadinanza per enunciare l’importanza del ritrovamento archeologico e l’ipotesi di destinazione dell’area e quindi del progetto edificatorio in essere;
- ai sensi del Piano Territoriale Regionale, in base al PTPR/A (relativo le criticità paesaggistiche) il sito è ubicato nel paesaggio naturale di continuità mentre, in base a PTPR/B, la zona ricade nelle aree di rispetto di linee e punti archeologici;
- non risultano compiutamente ottemperate le richieste di cui ai punti a,b,c,d,e,f della lettera della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali del 20/07/2010 (Prot. MBAC-SBA-LAZ 8757), vincolanti per il rilascio di un definitivo parere favorevole;
- non risultano pervenute dagli enti deputati le autorizzazioni paesaggistiche già menzionate nella lettera della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali del 13 marzo 2013 (Prot. MBAC-SBA-LAZ 0323)
- non viene posta adeguata attenzione all’importanza del ritrovamento archeologico ed alle potenzialità socio-economiche in esso contenute;
- l’attuale confine dell’area destinata alla realizzazione dell’impianto ecclesiastico ricade direttamente a ridosso del confine dell’area di scavo;
- gli ingressi agli spazi archeologici non ne valorizzano l’entità ma diventano parte secondaria rispetto all’impianto edificatorio;
- gli spazi destinati all’antiquarium sono modesti e sottodimensionati rispetto all’entità dell’impianto archeologico. Peraltro non risulta chiara la dimensione dei locali inferiori che risulterebbero in parte assorbite dal complesso ecclesiastico;
- si tende a dare al progetto una generica impronta in linea con la tradizione senza specificare il senso di tali affermazioni; ovvero, la fornitura di specifiche sui materiali usati e relativa applicazione;
- a pag. 7 del PIN, qui come in seguito, da una lettura delle documentazione resa disponibile, si legge: “la Via Labicana che collegherà quest’area alla nuova struttura Commerciale (..)” ; tale affermazione non risulterebbe corrispondente alla documentazione grafica fornita. In essa infatti la via Labicana risulta scoperta solo a tratti e, diversamente da quanto citato, non connessa alla nuova struttura commerciale;
- a pag. 9 del PIN si fà riferimento ad una richiesta di contributo all’ARCUS Spa ma che la stessa è stata liquidata dalla Spending Review Monti. Nello stesso paragrafo si fa menzione ad un accordo tra Comune e Privati già definito e ratificato di cui manca documentazione e del quale si richiedono dettagli in attesa di formale documentazione;
- a pag. 12 del PIN è citata: l’emissione di un vincolo diretto senza esplicito riferimento a quello indiretto di cui si intende però verificare l’ esistenza ed, in caso contrario, le ragioni. Nella stessa pagina si fa riferimento ad infrastrutture (percorsi guidati e pensiline) e la realizzazione di supporti multimediali (ricostruzione virtuale della villa e della fontana monumentale, ricostruzione delle strutture in altorilievo per esplorazione tattile) come facenti parte del progetto ma senza che vengano specificati, tantopiù per la parte squisitamente costruttiva ed architettonica, i progetti, i tempi e le pertinenze economiche;
- a pag. 13 del PIN si assiste poi ad un assurdo quando, con riferimento all’area archeologica, cita in sintesi: la responsabilità dell’area durante i lavori e fino alla consegna del Piano Integrato è della/e società costruttirice/i e che la/e stessa/e si impegnano a far assumere tale incarico a chi acquisterà gli immobili e che ad avvalorare tale scelta è il mutato legame tra museo e territorio; - a pag. 20 del PIN si menziona la potenziale realizzazione di un parco senza che lo stesso sia effettivamente fatto parte integrante del progetto e di conseguenza se ne fornisca dettaglio;
- In termini di standard urbanistici, oltre ad incongruità rilevate nel computo metrico fornito, non sembra rispettato il termine di 18mq. di area pubblica per abitante;
- “Mentre si aspettano i fondi che serviranno a valorizzare l'area è stato presentato un progetto alternativo, che ha avuto l'ok di massima dalla Sovrintendenza, per la realizzazione degli edifici pubblici e privati e per la chiesa dedicata a San Giuseppe”
- Malgrado anche anticamente fosse evidenziato un percorso stato già più volte in passato L’importante strada labicana che da San Cesareo si diramava in più strade per raggiungere le vicine città di Tusculum,Praeneste e Gabi era già stata oggetto di scarsa attenzione durante la costruzione della Piazza proprio intitolata a Giulio Cesare;

In sintesi:
in considerazione della importanza storico archeologica del sito in oggetto e del potenziale contributo socio-economico che potrebbe portare al Comune di San Cesareo e Comuni limitrofi, rilevate e spinte trasversali interessate alla realizzazione dell’impianto edificatorio vagamente orientato alla tutela del Patrimonio storico-archeologico dell’area, il Comitato propone che:
- il piano in oggetto venga temporaneamente sospeso o trasferito presso altro luogo almeno sino a quando l’intera area non venga compiutamente esplorata, sia possibile rilevare la reale entità dell’impianto archeologico e si possa dare luogo ad un adeguato progetto che tenga conto in primo luogo della di riqualificazione dell’area con vantaggio economico per l’intera comunità;
- si tenda a valorizzare il sito archeologico con ampie aree verdi che ne valorizzino la vastità e bellezza ( così come verificatosi con la Villa Adriana a Tivoli che in progressivo aumento è destinata a rappresentare uno dei siti maggiormente visitati nella Provincia di Roma);
- si realizzi un piano di intervento che valorizzi realmente il contenuto dell’area dando luogo anche alla realizzazione oltre ad un Parco Museale anche ad un ampio antiquarium e museo in grado di contenere e rendere adeguatamente visibili i ritrovamenti effettuati in loco e nelle aree limitrofe. Si ricorda in tal senso che da anni i beni Culturali hanno evidenziato la carenza di siti simili nella provincia di Roma e che anche l’ importante meridiana rinvenuta nella Villa di Massenzio arricchisce oggi il patrimonio del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga senza alcun ritorno economico per il Comune di San Cesareo;
- si operi compiutamente per la ricerca di fondi a livello europeo ed internazionale atti a garantire la cantierizzazione delle opere di restauro e la valorizzazione di vero un polo archeollogico;
- vengano coinvolte nelle operazioni di scavo le università internazionali in grado anche di contribuire alla ricerca di fondi, prestazione di personale atto alle operazioni di scavo e restauro nonché diffusione e promozione dell’impianto archeologico.

Colonna, 14/08/2013

Comitato di Difesa del Territorio
Il Presidente
Michele Borzi

giovedì 4 settembre 2014

IL LUPO NON PERDE IL PELO E NEANCHE IL VIZIO




















Come sempre le decisioni importanti vengono prese ad agosto: apprendiamo infatti che in data 14/08 il comune di San Cesareo ha convocato una conferenza di servizi, prevista per il prossimo 23 settembre, avente ad oggetto la “Realizzazione del nuovo complesso parrocchiale di san Giuseppe”, ovvero come porre velocemente e definitivamente in essere un progetto di costruzione all’interno di una scoperta archeologica di grandissima importanza.
 Leggiamo infatti:”…occorre prendere una decisione univoca che permetta di risolvere i problemi connessi alla realizzazione dell’opera nel più breve tempo possibile…”
Nessun accenno alla tutela e salvaguardia dei ritrovamenti, né ad un programma che valorizzi l’intera area.
Si evince solo la volontà di edificare.
Ci chiediamo anche quali siano i problemi citati.
Sarà mica la rilevanza dei mosaici rinvenuti, di cui, studiosi di fama internazionale, ne hanno evidenziato anche l’incredibile unicità in occasione del “XX° Colloquio alla AISCOM della Associazione Italiana per lo studio e la conservazione del mosaico” tenutosi a Roma nel marzo 2014?
Sarà mica l’esposto inviato in data 19 marzo 2014 dal Comitato di Difesa del Territorio, cui aderivano anche Italia Nostra, Love san Cesareo e Retuvasa- Rete per la Tutela della Valle del Sacco- alla  Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, avente ad oggetto il progetto di edificazione  edilizia nelle immediate vicinanze dei ritrovamenti archeologici identificati nei resti della Villa di Cesare e Massenzio?
Sarà allora che fino ad oggi i ritrovamenti hanno permesso di individuare solo una parte della Villa per una estensione di circa 10.000 mq.?
O sarà forse lo splendido ninfeo-cisterna, della capacità di 30.000 mc. e decorato da venti nicchioni, o ancora l’impianto termale dell’estensione di 600 mq. immediatamente a sud del tracciato della Via Labicana?
Potrebbe essere il ritrovamento del tracciato integro della Via Labicana per oltre 200 metri o quello delle circa 150 tombe di varie epoche, alcune con notevole corredo?
Sarà che in questo luogo Giulio Cesare costruì una delle sue ville di campagna, conosciuta come “Labicanum Caesaris” e che, sempre qui, il dittatore romano scrisse, alle idi di settembre del 45 a.C., il  suo testamento con il quale nominò suo erede il  pronipote Caio Ottavio, il futuro Imperatore Augusto?
O sarà che Valerio Massenzio ristrutturò questa residenza imperiale, circa 350 anni dopo, e qui, il 28 ottobre del 306.d.C,  fu nominato Imperatore dal popolo di Roma?
Non ci è dato sapere.

Ciò che è certo è che, come sempre più spesso accade, invece di valorizzare questo immenso patrimonio archeologico che il mondo ci invidierebbe, un miope interesse politico ed economico prevale su tutto, mettendo in evidenza una volta ancora la cecità dei nostri amministratori. Si assiste quindi ad una progettazione che, invece di guardare alla valorizzazione del sito attraverso la realizzazione di un parco archeologico, mira a valorizzare la chiesa e gli immobili residenziali previsti, relegando così gli scavi a mero elemento decorativo dell’area.

sabato 9 agosto 2014

VILLA DI CESARE E MASSENZIO

Era il 2010 quando su uno dei sei ettari destinati alla costruzione di un complesso residenziale e di una chiesa nel Comune di San Cesareo, alle porte di Roma, vennero alla luce i resti della Villa poi identificata coma “La Villa di Cesare e Massenzio”.



Una scoperta archeologica che in tutta la zona risulterebbe seconda solo a Villa Adriana, nel Comune di Tivoli, già da anni patrimonio dell’UNESCO.

In qualsiasi altra parte del mondo, i politici e gli imprenditori locali avrebbero fatto a gara per sviluppare un progetto di recupero e valorizzazione di quello che sarebbe stato riconosciuto come un patrimonio di interesse internazionale da proteggere e valorizzare. In America, ad esempio, il sasso su cui sedeva il famoso capo indiano “Toro Seduto” attrae oggi circa 10.000 turisti l’anno, generando un indotto che ha consentito al paese di sviluppare una economia di tutto rispetto.

Ma siamo in Italia, dove non c’è alcuna considerazione per la forte vocazione agricola, per l’elevata potenzialità turistica, dove le testimonianze storiche del nostro passato sono viste con fastidio ed i nostri governanti pensano al territorio come ad uno spazio da edificare

Qui, invece di valorizzare questo immenso patrimonio archeologico, che il mondo ci invidierebbe, un miope interesse politico ed economico prevale su tutto, mettendo in evidenza una volta ancora la cecità dei nostri amministratori. Si assiste quindi ad una progettazione che, invece di guardare alla valorizzazione del sito attraverso la realizzazione di un parco archeologico, mira a valorizzare la chiesa e gli immobili residenziali previsti relegando così gli scavi a mero elemento decorativo dell’area.

L’importanza della Villa, oltre ad un ninfeo ed a delle vasche termali emersi in occasione degli scavi realizzati in questi anni, è rappresentata dalla presenza di numerosi mosaici per i quali, in occasione del “XX° Colloquio alla AISCOM della Associazione Italiana per lo studio e la conservazione del mosaico” tenutosi a Roma nel marzo 2014, esperti nazionali ed internazionali ne hanno sottolineato non solo la rilevanza ma la incredibile unicità.
http://comitatodifesaterritoriale.blogspot.it/2014/05/una-scoperta-in-odore-di-santita.html




Diverse le Università Internazionali disposte a partecipare gratuitamente a campagne di scavo. Se solo ci fosse l’interesse e la lungimiranza degli amministratori locali questo , come  molti altri siti archeologici, potrebbe produrre ricchezza diffusa su tutto il territorio.

Brevi cenni storici:
In passato come oggi, la località ove  sorge San Cesareo (allora denominata Ad Statuas), rappresentava un importante crocevia.

A quell’epoca, la famosa Via  Labicana,  proveniente da Roma,  si intersecava proprio in questo punto con il diverticolo che conduceva alle allora famosissime città di Praeneste (odierna Palestrina), Gabi e Tuscolo.

Tanta era l’importanza di tale area che fu rappresentata nella “Tabula Peutingeriana” ovvero la più antica cartina geografica dell’ Impero Romano.

Proprio qui Giulio Cesare eresse la Villa che, alla sua morte,  divenne villa imperiale e, dopo circa 300 anni, fu ristrutturata da Massenzio che qui ricevette l’incoronazione ad imperatore il 28 0ttobre del 306.d.c.

Aiutaci a fermare questo scempio!

Sottoscrivi la petizione ai nostri banchetti oppure online:


lunedì 4 agosto 2014

ECO FESTA 2014

Il 10 agosto a Zagarolo, nella corte di Palazzo Rospigliosi,  dalle 17, 00 alle 24,00, torna l’eco festa!
Come nella precedente edizione, anche quest’anno il Comitato di Difesa del Territorio, durante tutto l’orario dell’evento,  sarà presente con un proprio punto informativo per divulgare  informazioni sulle attività promosse, sulle criticità ambientali, sul lavoro già svolto e sui progetti futuri.
In particolare alle ore 18,00, nella Sala del Teatrino,  verrà nuovamente presentata la video intervista sul compostaggio di comunità, a dimostrazione che metodi sostenibili e virtuosi di smaltimento dei rifiuti esistono e sono alla portata di tutti, basta volerlo e capire che il futuro non passa necessariamente per l’industria, il cemento e le centrali.
Tante le realtà del territorio che apporteranno il loro contributo, tanti i laboratori proposti , la musica, le degustazioni e i prodotti tipici locali.
Un evento che coniuga il divertimento e la cultura con le buone pratiche sostenibili da applicare nella realtà quotidiana.


Questo il link con i dettagli e il programma della serata:




martedì 15 luglio 2014

Discarica di Cupinoro

Riportiamo di seguito il testo della lettera, sottoscritta da diversi comitati, indirizzata al Presidente del Consiglio, al Presidente della Repubblica, alla Comunità Europea, alla Corte dei Conti e al Prefetto di Roma, contro l'ampliamento della discarica di Cupinoro.

Oggetto: discarica di Cupinoro (Bracciano, Roma).

Dovendo la S.V. pronunciarsi in merito alla riapertura della discarica in oggetto, nel territorio di Bracciano, i sottoscritti cittadini riuniti, residenti nell’area e le Associazioni ambientaliste , fanno presente quanto segue e:

chiedono e confidano che la valutazione demandata a codesta Autorità, venga effettuata esaminando l’intero dossier dell’area interessata, mediante la valutazione di elementi oggettivi, in modo scevro da scelte faziose o da interessi particolari, onde identificare le reali convenienze ed i relativi costi, a lungo termine,nell’interesse della collettività;

sono peraltro nella disponibilità di codesto Ufficio i motivati dinieghi del MIBACT, le osservazioni inviate in data 29 Aprile 2014, ed anche le petizioni individuali formulate a partire dal 12 giugno;

i sottoscritti ritengono indispensabile un approfondito esame della “soc. Bracciano Ambiente s.p.a” protagonista della gestione della discarica dal 2004 che ha, come unico socio, il Sindaco di Bracciano, in rappresentanza della collettività; evidenziando che l’esame dovrebbe interessare anche tutti gli aspetti amministrativi oltre quelli specificamente gestionali-operativi;

si ritiene opportuno evidenziare come appaia perlomeno singolare che l’amministratore unico della Bracciano Ambiente s.p.a., sia l’avv. Marcello Marchesi, legale personale e difensore in procedimenti penali del sindaco stesso;

più volte detta s.p.a. è stata del resto richiamata dai revisori dei conti del Comune e soprattutto dalla Corte dei Conti, che avevano ravvisato irregolarità nella gestione;

deve essere altresì evidenziato che la Regione Lazio, proprio in questi giorni, ha deliberato uno stanziamento di dieci milioni di euro, a parziale copertura dei buchi di bilancio, in particolare per il mancato accantonamento delle somme necessarie alle attività del “post mortem” della discarica, ma non risulta che lo stanziamento sia a fondo perduto e quindi, come al solito, l’insipienza di cattivi amministratori ricadrà sui cittadini, senza che vengano presi i dovuti provvedimenti nei confronti di chi ha creato tanti rilevanti danni alla collettività;

inoltre la Bracciano Ambiente, alla data odierna, non ha ancora chiuso il bilancio 2013, ma risulta in atti che essa trovasi sull’orlo del fallimento, con probabili letali ripercussioni economiche sul Comune di Bracciano;( all.n°1)

si insiste nel richiedere che qualcuno voglia analizzare tutti i libri contabili.

Proprio in questi giorni la B.A., a parole paladina dei lavoratori, ha anche perso la prima delle cause promosse, per ora, da 21 dei licenziati senza giusta causa e si suppone dovranno essere tutti risarciti;

sul piano operativo poi, la stessa società ha adottato metodologie, per il trattamento dei rifiuti, pesantemente sanzionate dalla Comunità Europea, continuando ad operare con il “tal quale” oltre ogni termine consentito, cosa che pare si continui a fare ancora, in spregio ad ogni norma;(all.n°2)

la B.A. inoltre ha ignorato gli specifici vincoli che interessano l’area di Cupinoro e tramite false dichiarazioni in atti pubblici, in merito alla presenza dei vincoli stessi, ha ottenuto le precedenti autorizzazioni;(all.n°3)

tra i firmatari di tali atti si può notare un personaggio agli arresti, pare, per reati attinenti la gestione rifiuti; (all. n°4)

si deve anche rappresentare che la “Bracciano Ambiente” ha operato all’insaputa del Consiglio Comunale, ad esempio, commissionando un progetto per un mostruoso ampliamento della discarica, per poi negarne l’esistenza, anche di fronte alla presentazione, da parte dei cittadini, dell’intera documentazione progettuale, tecnica ed amministrativo-contabile, completa dei relativi pagamenti; (all.n°5)

Molti dei fatti di sopra elencati, ci risulta siano, per gli aspetti di rilevanza penale, in indagine presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia e si chiede a codesto Ufficio che vengano acquisite le debite informazioni al riguardo.

Appare doveroso denunziare in questa sede che il Comune ha sempre pervicacemente negato ogni possibilità di partecipazione della collettività alle decisioni, rifiutando costantemente la richiesta di un consiglio comunale “aperto” disperatamente richiesto dai cittadini con la consegna di 1500 firme!

Ciò dimostra che a Bracciano di democrazia si parla solo in momenti elettorali, ma non la si attua nella realtà, lasciando i cittadini privi di voce, di partecipazione e di tutela;

così come deve essere altresì denunziato lo “strabismo” di una Amministrazione che da un lato organizza convegni ed assemblee con l’intento di rilanciare il turismo, l’agricoltura, l’allevamento, viste le favorevoli e peculiari caratteristiche territoriali, la presenza del parco naturale dei laghi di Bracciano-Martignano e, non ultima, della più importante necropoli etrusca (Banditaccia Cerveteri); dall’altro non pensa minimamente al miglioramento delle infrastrutture a ciò utili, ma al contrario, tenta di far diventare quest’area, di notevole pregio paesaggistico, archeologico ed ovviamente turistico, un grande polo per i rifiuti che impedirebbe, senza alcun ombra di dubbio, qualsiasi possibilità di sviluppo nel senso sopra descritto.

Tentare il superamento di vincoli e norme di Legge, per ottenere, tramite un atto di imperio, in deroga ad ogni normale procedura, l’autorizzazione già negata, per una nefasta operazione che neanche propone una efficiente filiera operativa, ma si rifà a superati schemi di gestione dei rifiuti, già non più attivi in molti paesi della C.E., sarebbe, di fatto, un affronto alla logica di una corretta pianificazione territoriale; provocherebbe una probabile sanzione della C.E. che ha già, per la vicenda, lanciato un “ultimatum” e sarebbe altresì un affronto ai principi fondamentali della democrazia, soprattutto in considerazione della scarsa trasparenza, della mancanza di correttezza gestionale e operativa e dei fallimentari risultati ottenuti da chi, fino ad oggi, ha gestito.

I cittadini di Bracciano, Cerveteri e Manziana, hanno dimostrato disponibilità sin dal 1992 ed ora chiedono solo di vivere senza ammalarsi a causa di ciniche ed irresponsabili decisioni politiche e di lavorare guardando sereni al futuro: E’ UN LORO DIRITTO!

Ci appelliamo pertanto alla capacità di codesto alto Ufficio di avere una corretta visione d’insieme delle problematiche, con una attenzione a progetti e soluzioni più moderne, efficaci e convenienti e, quindi, chiediamo che la richiesta della “Bracciano Ambiente s.p.a.” che rappresenta la negazione di quanto sopra espresso, venga vigorosamente respinta.

Allegati:
N.1 (2 pagine)
N.2 (1 pagina)
N.3 (1 pagina)
N.4 (1 pagina)
N.5 (5 pagine)

Sottoscrivono:
Associazione Salviamo Bracciano – Roma
Associazione Borgo Medievale, Bracciano - Roma
NO DISCARICA CERVETERI - Roma
Comitato Terra Nostra di Cerveteri – Roma
Comitato Rifiuti Zero Fiumicino – Roma,
Comitato di Zona Borgo San Martino di Cerveteri - Roma
Gruppo di Studio Ambiente e Salute Manziana – Roma
SQAR (Scopetoni, Quarti e Aree Rurali) di Manziana – Roma
Forum Salviamo Il Paesaggio di Roma e Provincia
Salviamo il Paesaggio Litorale Roma Nord
Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani – Roma
CRA (Comitato per il Risanamento ambientale) di Guidonia Montecelio e Fonte Nuova - Roma
Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano - Napoli
Ecoistituto del Veneto "Alex Langer", presidente Michele Boato
Ecoistituto della Valle del Ticino – presidente Oreste Magni
Movimento dei Consumatori, presidente Giulio Labbro Francia
AmicoAlbero di Venezia, presidente Luca Mamprin